Marche

svaligiata la chiesetta di Sant’Antonio, sparito dipinto del Seicento


SERRA SAN QUIRICO La porta forzata, i pluviali di rame scomparsi e, dentro, il vuoto sopra l’altare. A essere saccheggiata è stata la chiesetta di Sant’Antonio da Padova, a Fontegeloni di Castellaro, di proprietà della famiglia che gestisce l’omonima azienda agricola. A dare l’allarme è stata un’amica dei proprietari, che durante una passeggiata ha notato l’ingresso danneggiato. «La chiesa si trova a circa un chilometro da casa nostra e ci ha avvisati subito», racconta la proprietaria, che insieme ai familiari chiede di rimanere anonima.

La scoperta

Una volta entrati, i proprietarihanno verificato che non erano spariti soltanto i pluviali esterni.

I ladri hanno portato via anche la grande pala sopra l’altare, una croce di legno e la porticina dorata del tabernacolo. Quest’ultima, precisano, «è solo dipinta d’oro». La famiglia ha presentato denuncia ai carabinieri e sta recuperando fotografie e documenti da consegnare agli investigatori. L’ipotesi è che il primo obiettivo fosse proprio il rame, spesso preso di mira nella zona.

«Mio marito pensa che siano venuti per i pluviali e che poi abbiano deciso di entrare. Ma è soltanto una supposizione», racconta la donna. Per rimuovere la pala, però, sarebbe servito più di un ladro. La cornice, realizzata negli anni Settanta e di scarso valore, era molto pesante. «Per tirarla giù servivano almeno quattro persone». Il dipinto era il bene più importante della chiesa. Secondo la documentazione raccolta durante il restauro, sarebbe un’opera di mano marchigiana della seconda metà del Seicento. Proveniva dalla più antica chiesa di Santa Maria d’Acqua Fosca, demolita nel 1834, e fu poi trasferita nella chiesetta di Sant’Antonio, costruita nel 1735. La pala era stata restaurata circa vent’anni fa da una professionista che all’epoca lavorava agli Uffizi di Firenze.

L’intervento era costato qualche migliaia di euro e aveva permesso di realizzare fotografie dettagliate e una relazione storico-artistica. «Sto cercando tutto il materiale, così potrà essere inserita nelle banche dati dei carabinieri. Se dovesse comparire in un’asta o essere messa pubblicamente in vendita, potrebbe essere riconosciuta».

Il valore

Il valore commerciale non è stato quantificato, ma per la famiglia quello storico e affettivo è enorme. La chiesetta era stata restaurata nel 2009. Negli ultimi anni ospitava soltanto la messa della festa di settembre e poche altre celebrazioni. Dopo il terremoto del 2022, una vecchia crepa presente da circa vent’anni ha aggravato i problemi dell’edificio, rimasto senza agibilità. Per questo la festa non viene più organizzata. Chiesa e villa, inoltre, non sono state sottoposte a vincolo. «Siamo molto arrabbiati – conclude la famiglia – non hanno portato via soltanto degli oggetti, ma un pezzo della storia di questo luogo».




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