Lazio

denunciata banda di 5 specialisti

Il miraggio di un rinnovo agevolato per la polizza Rc Auto della propria vettura, una serie di passaggi virtuali apparentemente impeccabili e poi la trappola finanziaria.

Una cinquantasettenne romana, residente nel quartiere Nomentano, è rimasta vittima di un sofisticato e articolato raggiro telematico.

Al termine di una complessa attività d’indagine, i Carabinieri della Stazione Roma Piazza Bologna hanno fatto terra bruciata intorno ai responsabili, denunciando a piede libero 5 persone, tutte con pesanti e specifici precedenti di polizia, ritenute gravemente indiziate in concorso del reato di truffa aggravata.

Il meccanismo criminale si è messo in moto non appena la donna ha avviato le ricerche sul web per rinnovare la copertura assicurativa della propria macchina.

Agganciata da sedicenti operatori di una nota compagnia, la cinquantasettenne è stata guidata passo dopo passo lungo una fitta rete di raggiri.

Il doppio tranello: dai bonifici istantanei al codice QR

In una prima fase, i falsi broker sono riusciti a convincere la donna a effettuare due bonifici bancari istantanei per un valore complessivo di circa 680 euro, dirottati direttamente sui conti correnti correnti accesi da due dei sodali.

Subito dopo aver incassato la prima tranche, la banda ha alzato il tiro. Simulando un improvviso guasto tecnico del sistema e il presunto fallimento delle prime transazioni, i truffatori hanno inviato alla vittima un QR Code sulla chat di WhatsApp, convincendola a scansionarlo per sbloccare la pratica. L’operazione ha invece drenato altri due pagamenti consecutivi da 346 euro ciascuno.

Il pressing si è interrotto solo quando i finti assicuratori, nel tentativo di ripulire definitivamente i conti della donna con la scusa di doverle accreditare un fantomatico rimborso spese, hanno richiesto con insistenza i codici dispositivi segreti delle sue carte di pagamento.

A quel punto la cinquantasettenne, insospettitasi, ha troncato le comunicazioni, ha bloccato i conti e si è presentata alla caserma di Piazza Bologna.

Il tesoro svuotato in Calabria e la svolta con le telecamere

I tempestivi accertamenti bancari e telematici avviati dai militari dell’Arma hanno permesso di mappare in tempo reale i flussi finanziari.

Il denaro sottratto a Roma era confluito su carte prepagate intestate a due dei prestanome della banda per poi essere rimpallato su altri supporti per ostacolare la tracciabilità dei flussi.

La monetizzazione finale avveniva a centinaia di chilometri di distanza: i contanti venivano sistematicamente prelevati presso vari sportelli automatici ATM degli uffici postali in provincia di Crotone, per la precisione nei comuni di Cirò Marina e Marina di Strongoli.

La svolta decisiva nelle indagini è arrivata grazie all’analisi meticolosa dei filmati dei sistemi di videosorveglianza delle Poste calabresi.

I Carabinieri di Piazza Bologna, attraverso una complessa attività di comparazione fisionomica dei fotogrammi e dei dettagli antropometrici, sono riusciti a identificare con precisione chirurgica gli altri tre complici, materiali esecutori dei prelievi di denaro contante.

Le successive verifiche incrociate nella Banca Dati delle Forze dell’ordine hanno infine svelato il profilo dei 5 indagati, già schedati per innumerevoli truffe seriali commesse con lo stesso identico modus operandi in diverse regioni d’Italia.

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