Cavalli in fuga durante le prove del 2 Giugno, sotto accusa alcuni vigili urbani: «Nessuno sconto ai responsabili»
Una notte che doveva essere dedicata al rigore e alla solennità degli ultimi preparativi per la Festa della Repubblica si è trasformata in un drammatico bollettino di feriti, cariche a vuoto e un’incredibile caccia all’animale tra i quartieri della movida e le arterie stradali della Capitale.
A pochissimi giorni dalla tradizionale parata del 2 Giugno, il grave incidente consumatosi nell’area delle Terme di Caracalla solleva pesanti interrogativi sui sistemi di sicurezza e sulle condotte individuali, mentre gli investigatori tentano di fare luce sull’esatta dinamica che ha scatenato il panico.
Al centro dei rilievi c’è l’esplosione improvvisa di una batteria di fuochi d’artificio a ridosso dei recinti che ospitavano i cavalli delle forze armate.
Secondo una prima ricostruzione, i tubi di lancio pirotecnici posizionati lungo una strada adiacente all’area di addestramento si sarebbero accidentalmente inclinati, indirizzando i razzi e i detriti incandescenti proprio verso il punto in cui gli animali erano appena stati radunati dopo i test di marcia.
Il galoppo tra la Colombo e la Garbatella
L’effetto sui quadrupedi è stato devastante. Terrorizzati dalle deflagrazioni ravvicinate e dai bagliori accecanti, circa trenta cavalli hanno rotto i sistemi di contenimento e iniziato a correre all’impazzata, travolgendo transenne e attrezzature.
In pochi istanti, la mandria ha abbandonato la zona delle Terme riversandosi su via Cristoforo Colombo, per poi disperdersi in contromano e a pieno galoppo tra le strade della Garbatella e dell’Eur, sotto gli occhi sotto shock di residenti e automobilisti.
Sotto la lente della Polizia Locale e dei Carabinieri: «Provvedimenti duri»
L’attenzione della magistratura e dei vertici militari si concentra ora sulla catena di responsabilità legate all’accensione di quella batteria pirotecnica.
Il comandante della Polizia Locale di Roma Capitale, Mario De Sclavis, ha confermato l’apertura immediata di un fascicolo disciplinare interno.
«Verificheremo minuziosamente ogni singolo aspetto di questa vicenda e adotteremo i provvedimenti più rigorosi nei confronti di chiunque abbia avuto un ruolo attivo o una condotta negligente nell’accaduto — ha spiegato il comandante De Sclavis, specificando che le verifiche interne riguarderebbero un numero molto ristretto di agenti del Corpo —. Questa è stata senza dubbio una delle notti più complesse e critiche da quando ho assunto la guida del Corpo».
I rilievi vengono eseguiti a stretto contatto con i Carabinieri, che stanno acquisendo le immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblica e privata per accertare se l’accensione sia stata frutto di una leggerezza o se vi siano state violazioni dei protocolli di sicurezza dell’area militare.
Parallelamente, l’equipe di medici veterinari continua a monitorare le scuderie: molti cavalli hanno riportato traumi, tagli e ferite profonde a causa dell’impatto con l’asfalto e le auto in transito, e alcuni esemplari presentano lesioni ossee particolarmente critiche.
Sulla vicenda è intervenuto anche il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, che ha seguito costantemente le operazioni di recupero manifestando la massima solidarietà e vicinanza al personale medico e ai militari rimasti feriti nel corso della notte.
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