Pazienti e personale non possono pagare l’inefficienza della politica

Nessuna risposta dal presidente Marsilio e dall’assessore Verì sull’applicazione delle linee guida per gestire il sovraffollamento nel pronto soccorso di Pescara, un’omissione grave che ricade sui pazienti e sul personale sanitario. A dirlo il consigliere regionale del Pd Antonio Blasioli che presenta una nuova interpellanza sull’argomento:
“Ormai, è da luglio 2025 che attendiamo risposte. In un anno sono arrivate tre ipotesi per la gestione delle emergenze: una bocciata, una secondaelaborata dal gruppo di lavoro di esperti, ma accantonata prima ancora del parere regionale, e una terza, priva di stime e non sottoposta alla Direzione regionale.
A causa di questi pasticci, il pronto soccorso di Pescara continua a essere alle prese con criticità enormi che mettono a rischio l’erogazione di un servizio efficiente, nonostante medici, infermieri e Oss si adoperino senza sosta per curare i pazienti. Per questo presenterò una nuova interpellanza regionale da sottoporre all’Assessore Verì, e stavolta mi aspetto che ci vengano fornite risposte chiare e celeri. Ci arrivano numerose testimonianze di persone costrette ad attendere per giorni all’interno del Pronto Soccorso, spesso in condizioni difficili, su barelle, in spazi comuni e fuori dai reparti che potrebbero fornire le giuste cure. Sono affidate al personale del Pronto Soccorso che però dovrebbe occuparsi esclusivamente dell’emergenza-urgenza e invece è costretto a gestire anche pazienti che di fatto sono ricoverati per giorni.”
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Per Blasioli la Regione Abruzzo a dieci mesi dalla loro approvazione la Asl di Pescara non le ha ancora attuate, proponendo invece soluzioni inefficaci e in contrasto con queste direttive.
Le linee guida prevedono strumenti come la Admission Room, la medicina d’urgenza e la discharge Room. L’Admission Room offre un ricovero dignitoso ai pazienti in attesa di posto in reparto, alleggerendo la pressione sul pronto soccorso. La medicina d’urgenza è destinata a pazienti con instabilità clinica moderata che necessitano di monitoraggio a breve termine.
“A distanza di quasi un anno dalle linee guida, non si registra un solo posto letto in più destinato a queste strutture. Anzi, la Asl di Pescara ha perso molto tempo. La proposta, deliberata a novembre 2025, di realizzare la admission Room all’interno del pronto soccorso, riducendone gli spazi di oltre un terzo, con evidenti ricadute su funzionalità e sicurezza fu una scelta errata che aggravava la situazione del Pronto soccorso invece di migliorarla. Per questo mi sono attivato per portare la questione in Consiglio regionale del 17 febbraio 2026. In quel frangente l’assessore Verì fu costretta ad ammettere l’incompatibilità con le linee guida regionali e riuscimmo quindi a salvare il Pronto Soccorso da un taglio drastico di spazi e posti letto per la gestione delle emergenze.
Dopo quel passo falso, che ha fatto perdere tanto tempo agli abruzzesi, si è costituito un gruppo di lavoro di esperti all’interno della Asl, con l’obiettivo di individuare una soluzione funzionante e rispondente alle linee guida per gestire il sovraffollamento. Lo scorso 19 marzo, il gruppo ha concluso i lavori, rimettendo una relazione che è stata trasmessa alla Regione per un parere preventivo.”
Blasioli aggiunge che il documento degli esperti Asl prevedeva la creazione di una Admission Room con 22 posti letto nel vecchio pronto soccorso, a cui si sarebbero aggiunti 8 posti della medicina d’urgenza nell’ex Obi, per un totale di 30 letti. Questo avrebbe permesso di ridurre dell’80% il fenomeno del “boarding”, che nel 2025 ha coinvolto 6081 pazienti con una media di 2,2 giorni di attesa.
Tuttavia, il 27 maggio 2026, la Asl di Pescara ha approvato la delibera 813, eliminando la Admission Room prevista, optando invece per una soluzione al terzo piano dell’ala sud con soli 15 posti letto e spazi da condividere con la chirurgia vascolare, che così perderà dei posti.
“Diversamente da quanto previsto dal piano elaborato dal gruppo di lavoro, nella Delibera viene nuovamente proposta l’ipotesi, peraltro già bocciata dalla Regione, di collocare questa volta gli 8 posti letto della medicina d’urgenza dentro i locali del pronto soccorso. Una scelta che cancella 3 posti letto adesso utilizzati per l’assistenza breve e la sala degli infermieri, senza che però vi sia a monte una adeguata diminuzione del boarding a causa della riduzione dei posti letto previsti nell’Admission Room. Una formulazione inefficace, visto che non elimina ma anzi peggiora la fame di spazi del pronto soccorso necessari al “ricovero” provvisorio dei pazienti. A fronte dei 30 posti totali previsti dal gruppo di lavoro, la delibera ne propone 23. Una riduzione forte e inspiegabile, che interviene anche prima del parere di compatibilità della giunta regionale.
Di fronte a tutto questo, è legittimo porsi delle domande. Cosa pensa la Regione Abruzzo di questa nuova ipotesi e, soprattutto, è a conoscenza del fatto che su questa terza ipotesi non è stata neanche interpellata? Come valuta la demolizione di una parte di struttura realizzata di recente con fondi pubblici? Perché non si è atteso il parere della Regione sul lavoro del gruppo tecnico? Perché si continua a cambiare soluzione, arrivando già alla terza proposta, e insistendo nel ridurre gli spazi di un Pronto Soccorso ancora costretto a gestire il boarding?
E ancora: come mai un progetto che prima aveva una stima di 503.000 euro oggi, pur richiedendo interventi più complessi, non presenta alcuna quantificazione dei costi? E perché una Asl che prima chiedeva esplicitamente il supporto economico della Regione oggi propone una soluzione più onerosa senza indicare risorse? Quale sarà la destinazione dell’ex area Obi, individuata dal gruppo di lavoro per la Medicina d’urgenza? Questi e altri interrogativi sono al centro di una nuova interpellanza sul ritardo nell’applicazione delle linee guida regionali contro il sovraffollamento”
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