Docente aggredito a San Vito, Rizza (Flc Cgil): “Scuola lasciata sola. Senza una scuola rispettata e finanziata, non c’è futuro per il Paese”

Il 29 maggio 2026, a San Vito Lo Capo, un alunno di undici anni ha tentato di accoltellare un insegnante all’interno di un istituto comprensivo della provincia di Trapani, filmando il tutto con il cellulare.
Commentando il gravissimo episodio, il segretario generale della Flc Cgil Sicilia, Adriano Rizza, affida a un comunicato stampa una dura analisi della situazione in cui versa il sistema dell’istruzione. Rizza dichiara: “Quanto accaduto a San Vito Lo Capo non è solo un fatto di cronaca che lascia sgomenti. È il sintomo drammatico di un degrado e di un disagio sociale profondi, che la scuola si trova ad affrontare ogni giorno in totale solitudine e abbandono da parte delle istituzioni”.
Il rifiuto delle soluzioni repressive
Il sindacalista ritiene che rispondere a simili violenze invocando esclusivamente misure di controllo sia una scelta pericolosa. Invece di alzare muri o militarizzare i plessi, per affrontare problemi con profonde radici culturali ed economiche serve un investimento educativo di vasta portata. L’esponente sindacale aggiunge infatti: “La vera risposta, l’unica possibile in un paese civile, è un investimento educativo massiccio e strutturale, che parta dal riconoscimento del ruolo insostituibile della scuola pubblica come presidio di legalità, inclusione e crescita democratica”.
Condizioni lavorative insostenibili per docenti e personale ATA
Chi opera quotidianamente nelle aule, dai docenti agli educatori e al personale ATA, si ritrova in prima linea a gestire bullismo e devianza minorile senza strumenti idonei. Il rappresentante sindacale denuncia come chi forma le future generazioni subisca continue umiliazioni a causa delle aggressioni, delle classi sovraffollate e della cronica assenza di figure specializzate. A tutto questo si sommano stipendi tra i più bassi a livello europeo e l’operare all’interno di strutture spesso insicure.
Richiesta di un piano straordinario per la Sicilia
Per arginare questa grave emergenza sociale, il comunicato si rivolge direttamente alle istituzioni. Si sollecita un intervento congiunto e tempestivo per tutelare la comunità scolastica. Il segretario chiarisce le priorità: “Chiediamo con urgenza al Governo nazionale e alla Regione Siciliana un piano straordinario di investimenti per la scuola”.
Il sindacato pretende risorse chiare per mettere in sicurezza gli edifici, ampliare gli organici, inserire stabilmente un supporto psicopedagogico e garantire retribuzioni adeguate. A chiudere l’intervento è un forte richiamo alle responsabilità politiche. Rizza conclude: “Senza una scuola forte, rispettata e finanziata, non c’è futuro per la Sicilia e per il Paese”.
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