I sindaci progressisti contro l’immobilismo dei governi

Un ex sindaco di New York, una segretaria del Partito Democratico e la prima cittadina di Perugia. Tre generazioni, due sponde dell’Atlantico, un’unica missione: come migliorare la vita delle persone partendo dalle città. Si è svolto nel pomeriggio a Perugia un incontro denso di significati politici e simbolici, che ha visto al centro del palco Elly Schlein, la sindaca Vittoria Ferdinandi e Bill de Blasio, ex sindaco di New York, chiamati a dialogare sul ruolo dei sindaci come “prima linea della democrazia” e sulla necessità di costruire un’alternativa progressista ai governi nazionali di destra.
L’incontro, voluto dalla segretaria dem, è stato fin da subito un manifesto politico. “Non c’è mai stato un momento di tale tensione tra Europa e Stati Uniti – ha esordito Schlein – ma siamo qui per dire che non rinunciamo all’amicizia: esiste un’altra America, che non è quella di Trump, dei dazi e delle guerre illegali”. Un messaggio di speranza, ma anche di concretezza, che ha trovato piena sintonia nelle parole di De Blasio: “È un onore essere a Perugia, con una vera leader progressista come Elly e con una sindaca di grande successo come Vittoria”.
La rivincita dei territori: “Noi sindaci non possiamo permetterci l’immobilismo”
A fare da collante è stata l’analisi della crisi sociale ed economica che attraversa l’Italia. Schlein ha citato numeri drammatici: “Tre anni consecutivi di calo della produzione industriale, crescita allo 0,1%, stipendi tra i più bassi d’Europa e prezzi dei beni alimentari aumentati del 25%. E mentre il governo taglia asili nido, sanità e fondi per la salute mentale, scarica sui sindaci tutte le responsabilità”.
Proprio su questo punto, la sindaca Ferdinandi ha rivendicato con forza il ruolo delle amministrazioni locali. “Quando Niscemi crollava, Giorgia Meloni era sui giornali a parlare di festival di Sanremo. Se io avessi fatto lo stesso, mi avrebbero dato fuoco alla macchina. Noi siamo la carne viva dei bisogni: scuola, casa, salute, sicurezza. Non possiamo permetterci l’immobilismo”.
E l’immobilismo, per i tre, non è solo un lusso che i sindaci non hanno, ma una cifra politica del governo nazionale. “Hanno tagliato 330 milioni dal fondo per l’affitto – ha attaccato Schlein – e dopo il referendum annunciano 10 miliardi per la casa, ma a Perugia arrivano appena 300mila euro. Noi in Emilia Romagna, in piena pandemia, in 7 mesi abbiamo recuperato 731 alloggi popolari. La differenza si vede quando si vota”.
Case, asili nido e salute mentale: l’agenda condivisa
Bill de Blasio ha portato l’esperienza di New York, una “città laboratorio delle disuguaglianze ma anche dell’energia trasformativa”. L’ex sindaco ha raccontato come la sua amministrazione abbia affrontato l’emergenza abitativa regolando gli affitti brevi (con Airbnb) e riformando il social housing. “Abbiamo cambiato approccio alla sicurezza – ha spiegato –: quando c’è una crisi di salute mentale per strada, prima arrivano operatori formati, poi la polizia”.
Un modello che Ferdinandi ha detto di voler esportare a Perugia, dove già sono stati aperti sportelli gratuiti per il benessere psicologico in luoghi non medicalizzati, nei centri di aggregazione. “Perché la salute mentale non può essere un tabù – ha sottolineato la sindaca – e i nostri ragazzi che girano con i coltelli hanno bisogno di scuole aperte tutto il giorno, di presidi educativi, non solo di repressione”.
Sugli asili nido, il fronte è comune. “Non è solo giustizia sociale – ha ribadito Schlein – è antieconomico: senza nidi, le donne rinunciano al lavoro. In Italia tre donne su cinque non tornano a lavorare dopo un figlio. E mentre noi combattiamo per questo, Meloni dice che se si fa un figlio solo si è un po’ egoisti. No: se ne fai due, rischi la povertà assoluta”.
Un cammino verso il 2027
L’incontro si è chiuso con un passaggio politico netto. “Vogliamo proseguire il nostro cammino in Umbria fino alla costruzione dell’alternativa al governo nazionale – ha detto Schlein – perché abbiamo dimostrato che è possibile occuparsi dei bisogni delle persone con un approccio opposto a quello che vediamo a Roma”.
E mentre la piazza gremita di perugini (non solo “presenzialismo di partito”, ha tenuto a sottolineare Ferdinandi) applaudiva, la segretaria dem ha lanciato lo sguardo al 2027: “Quella sarà la grande sfida per offrire al paese un orizzonte più giusto”. Con alle spalle un’alleanza che unisce Perugia, New York e l’Europa dei sindaci progressisti. “Perché – ha concluso Schlein – il miglior programma per noi è attuare fino in fondo la nostra Costituzione antifascista”.
Il metodo Ferdinandi
Parlando con i giornalisti, prima di iniziare il confronto, Elly Schlein ha voluto ribadire la stima e la vicinanza a Vittoria Ferdinandi: “Noi supportiamo la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, con tantissima convinzione per il lavoro strepitoso che fa ogni giorno e che è d’ispirazione per tanti di noi”. Rispondendo a una domanda sulla possibilità di portare Vittoria Ferdinandi a Roma, la segretaria del Pd ha sorriso: “Semmai portiamo a Roma il suo modo di lavorare, perché Vittoria ha tenuto insieme e tiene insieme ogni giorno una coalizione progressista molto articolata fatta di competenze, sensibilità messe tutte a servizio di un coerente progetto per la città”.
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