due intossicate in una scuola finiscono al San Camillo
Momenti di forte apprensione e una parziale evacuazione d’urgenza hanno scosso la tarda mattinata all’interno del liceo statale “Eugenio Montale”, nella succursale di via di Bravetta.
Poco prima delle ore 11:00, durante il regolare svolgimento delle attività didattiche, la saturazione dell’aria dovuta all’attivazione di una bomboletta di spray urticante al peperoncino ha scatenato il panico tra gli studenti e il corpo docente, richiedendo il massiccio intervento dei soccorsi e delle forze dell’ordine.
La nube di sostanza irritante, sprigionatasi inizialmente tra i banchi di un’aula, si è rapidamente propagata attraverso i corridoi del piano, provocando forti attacchi di tosse, lacrimazione intensa e diffuse difficoltà respiratorie tra i presenti che si trovavano a ridosso del corridoio centrale.
I soccorsi del 118 e il trasporto in ospedale
La dirigenza scolastica, attivando immediatamente i protocolli di emergenza interna, ha disposto il temporaneo allontanamento degli alunni dai locali interessati per consentire l’aerazione degli spazi e facilitare l’accesso dei sanitari. Sul posto sono giunte tempestivamente due ambulanze del 118.
I paramedici hanno prestato le prime cure sul posto a diversi ragazzi, ma per una studentessa minorenne e per una collaboratrice scolastica si è reso necessario il trasferimento assistito in ospedale.
Entrambe sono state accompagnate in codice giallo presso il pronto soccorso dell’Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini, dove sono state sottoposte ad accertamenti clinici e terapie con aerosol. I medici hanno confermato che nessuna delle due versa in condizioni critiche.

Le indagini dell’Arma e il sequestro della bomboletta
I rilievi per ricostruire l’esatta dinamica dell’episodio sono affidati ai Carabinieri della stazione Roma Bravetta, intervenuti nel plesso subito dopo l’allarme.
Secondo le prime testimonianze raccolte dai militari tra il personale scolastico e i rappresentanti d’istituto, la bomboletta sarebbe stata maneggiata da un’alunna all’interno della propria classe.
Le prime ricostruzioni evidenziano come il dispositivo di difesa personale fosse stato ceduto alla ragazza pochi istanti prima da una compagna di banco.
Lo spray è stato formalmente sequestrato dai militari dell’Arma, che hanno avviato l’ascolto formale delle studentesse coinvolte alla presenza dei rispettivi genitori.
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