Svelata la stele in memoria di Arnaldo Trevisan, poliziotto 22enne morto in servizio
Era la mattina del 16 maggio 1988 quando l’agente di polizia Arnaldo Trevisan perse la vita in seguito a uno scontro con due rapinatori in fuga. Oggi, trentotto anni dopo, autorità e istituzioni si sono riunite nel piazzale della stazione di Padova per rendergli omaggio, svelando un monumento in sua memoria realizzato dallo scultore Alberto Pasqual. Presenti il capo della polizia Vittorio Pisani, il sottosegretario di Stato alla Giustizia Andrea Ostellari, il prefetto Giuseppe Forlenza, il questore Marco Odorisio, il sindaco Sergio Giordani e alcuni familiari della giovane vittima, tra cui la sorella Adriana e il fratello Alberto.

La cerimonia ha preso il via con l’ingresso di Pisani sul piazzale, che ha passato in rassegna il picchetto d’onore; poi il sindaco Giordani ha preso la parola, ricordando «un ragazzo caduto mentre svolgeva il proprio dovere» e sottolineando il suo grande senso di responsabilità. Il questore Odorisio ha letto la testimonianza di mamma Giovanna, scritta un anno dopo la scomparsa del suo Arnaldo, ripercorrendo la giornata in cui il figlio perse la vita.

Quindi, è stata la volta della critica d’arte Giovanna Iacumin e dell’autore Alberto Pasqual, che hanno presentato l’opera: una stele in acciaio corten alta 3 metri, posizionata su una base di pietra di Aurisina. Il monumento è squarciato in cima, «un simbolo del sacrificio del giovane agente, la cui vita fu tragicamente interrotta da cinque colpi di revolver al petto, ferite anch’esse riprodotte sulla stele». Inoltre, quando scende il buio, la scultura si illumina dall’interno di una luce blu, come i lampeggianti delle volanti.

A chiudere la cerimonia è stato il capo della polizia, Vittorio Pisani, che ha sottolineato il valore simbolico della collocazione della stele: a pochi passi dall’ufficio di polizia della stazione e in un luogo di passaggio, dove ogni giorno cittadini e turisti possono fermarsi a osservarla e custodirne la memoria. «Colgo l’occasione per ringraziare veramente di cuore a nome della polizia di Stato la comunità della città di Padova, in particolare il sindaco, perché hanno scelto questo luogo che non è una nostra questura, una nostra caserma, un nostro ufficio, ma un luogo comune di questa città: la stazione ferroviaria – afferma -. È un segnale molto importante per ricordare a tutti i cittadini di passaggio dalla stazione il sacrificio che le donne e gli uomini della polizia dedicano ogni giorno per la sicurezza del nostro paese». Dopo l’intervento, Pisani, insieme al questore, al sindaco e ai familiari di Arnaldo, ha scoperto il monumento e deposto una corona d’alloro sul cippo, con il picchetto di rappresentanza che ha reso gli onori ai caduti della polizia di Stato.

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