Liguria

si faccia l’osservatorio sulle armi”

Genova. Ha scelto Genova, Francesca Albanese, per dare il via al tour di presentazioni del suo nuovo libro, La Luce del Risveglio, edito da Rizzoli. E lo ha fatto in modo deliberato, per rendere omaggio a una città “ricettacolo di idee importanti. Ci tenevo proprio a passare da qui”.

La relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati è tornata nel capoluogo ligure per la terza volta, e prima di arrivare ai Giardini Luzzati per il dibattito al fianco di Pippo Costella di Defence for Children ha incontrato i portuali del Calp, i primi a lanciare la grande mobilitazione per la causa palestinese lo scorso autunno.

“Abbiamo discusso della necessità dello sciopero da parte dei lavoratori, che non vogliono sentirsi responsabili, non vogliono essere parte di questa catena di complicità – ha confermato Albanese – chiedono che sia protetta l’obiezione di coscienza, che mi sembra un grande sviluppo e che spero abbia l’adesione di altre componenti della società civile”.

Albanese è salita sul palco sotto un sole cocente accolta da applausi e ovazioni: “La Palestina è la bussola morale dei nostri tempi: può salvarsi, e tutti noi insieme a lei”. E poi sottolinea: la piazza c’è, quella piazza che “fa pressione alla politica che continua a far finta di non avere responsabilità nei confronti di ciò che succede in Palestina. Ormai la gente si è svegliata in questo Paese, si stanno registrando dati significativi, importanti in una serie di attività, ma anche proprio dalla consapevolezza di essere parte di un tutto che in qualche modo si era perso. Ci sono università che grazie agli studenti e grazie a docenti responsabili tagliano i partenariati con Israele, organizzazioni della società civile che avviano delle azioni legali contro delle aziende complici con i crimini che sta commettendo Israele come la Leonardo”.

francesca albanese

Con i portuali, seduti in prima fila davanti al palco, si è parlato anche dell’osservatorio sul traffico delle armi, fortemente richiesto dai lavoratori, ma ancora su carta: “È giustissimo quello che chiedono, non dovrebbero neanche essere i lavoratori a farlo, dovrebbe essere istituito dalle autorità. È una cosa che ho discusso in occasione della mia prima visita a Genova con la sindaca Salis. C’è stata una delibera della giunta comunale per questo osservatorio, dove sono gli ostacoli io non lo so. È necessario che ci si faccia seguito a questa delibera, perché è importantissimo che questo diventi anche un modello per altri posti. Quei porti sono punti sensibili di violazione del diritto tanto nazionale da legge 185 che internazionale”.

L’unione fa la forza, insomma, per creare “un mondo più giusto e civile”. Valori e una visione che porta in quella piazza che tanto le è cara, tra la gente, dove ha intenzione di rimanere: si parla anche di lei come candidata del campo largo, c’è qualcosa di vero? Lei fa no con il dito, più volte, e si allontana: “State tranquilli, a me al momento piace tantissimo lavorare gratis per fermare il genocidio”.




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