Marche

«Il suo attacco irrispettoso. Pensi a piazza delle Muse»

ANCONA – Più che sassolini, sono macigni. E se davvero li ha tenuti fino ad ora nelle scarpe, come suggerisce il detto, chissà con quali difficoltà avrà camminato in questi anni Vincenzo Garofalo, già presidente e ora (fino al 30 giugno, forse per questo ora parla senza peli sulla lingua) commissario straordinario dell’Autorità portuale. In un crescendo di furia catiliniana, il vertice di molo Santa Maria ha affidato ad una nota stampa al vetriolo la risposta al sindaco Silvetti, che sui social aveva definito «disgustosa» la scelta di togliere alla Stamura i posti barca al porticciolo della Mole, vinti invece con un rialzo del 700% sulla base di gara dall’Asd Riviera del Conero.

La nota

«Omettiamo di commentare il linguaggio e la forma usata dal dottor Silvetti nel post sui social» scrive Garofalo. Al di là delle scaramucce, ci torneremo tra poco, l’Autorità portuale ne fa una questione di bon ton istituzionale. «Riteniamo del tutto irrituale e irrispettoso del ruolo istituzionale e dell’autonomia dell’Ente – attacca l’Authority – l’intervento del sindaco Silvetti» in merito alla «concessione dello specchio acqueo portuale della Mole Vanvitelliana». Una gara vinta (per ora) dall’Asd Riviera del Conero, a scapito dei quasi centenari concessionari della Sef Stamura. Garofalo precisa però come «non ci sia ancora stata l’aggiudicazione definitiva» del bando, visto che «manca la parte di verifica delle dichiarazioni formulate in sede di gara e che hanno determinato la graduatoria provvisoria». Con una velata polemica, quasi accusatoria, la nota si spinge anche oltre: «È del tutto anomalo che un pubblico amministratore si intrometta ed esprima un giudizio di preferenza su un procedimento ancora in corso, in barba al principio di terzietà». L’Authority difende poi il suo operato, definendo quella dell’Asd Riviera del Conero «un’offerta tecnica ed economica migliore» e ricordando come «il diritto di insistenza sia stato abrogato nel 2009, a seguito della procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea». Parliamo della norma che, in passato, prevedeva la possibilità per il concessionario uscente di essere preferito in sede di rinnovo della concessione. Ma visto che a furia di prendersi troppo sul serio si rischia di diventare noiosi, Garofalo sceglie di affidare ad un commento sprezzante la chiosa della sua missiva.

La sferzata

«Auspichiamo che il Comune metta la stessa sollecitudine nel completare i lavori di accesso al porto su piazza della Repubblica, non certo un bel biglietto da visita per i passeggeri delle navi da crociera e dei traghetti che arrivano ad Ancona, e per ripristinare la disastrata. forse quella sì, disgustosa, viabilità portuale di accesso alla nuova Darsena». Il messaggio è arrivato forte e chiaro a Palazzo del Popolo. «Rassicuro Garofalo che il cantiere di piazza della Repubblica procede secondo i piani. Il ritardo dei lavori, la cui fine era prevista il 31 maggio, è stato causato dalla necessità durante il cantiere di provvedere alla sostituzione di sottoservizi ammalorati» replica Silvetti. Che si concede, pure lui, una stoccata: «Noi almeno gli appalti li facciamo, mica rischiamo di perdere 100 milioni». Il riferimento è ai fondi revocati (e ora riassegnati) dal Ministero dell’Economia all’Authority perché i cantieri finanziati non erano mai partiti. Sugli asfalti, invece, il sindaco sottolinea: «L’Authority ancora ci deve dare 1,4 milioni di euro per le strade, parte di un accordo firmato per il rifacimento congiunto degli asfalti di via Mattei e via Einaudi». Infine, il giudizio di merito sul bando. «Forse avrò esagerato coi termini – conclude – ma la Stamura è una associazione storica della città, se si fa un bando per tagliarla fuori, io protesto». E ha protestato.




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