Friuli Venezia Giulia

Media sul web, mozione Pd per riconoscimento ruolo informazione online

TRIESTE – L’informazione via web potrebbe trovare un suo degno riconoscimento anche in Friuli Venezia Giulia da parte della Regione FVG.

Giovedì 21 maggio, infatti, in Consiglio regionale verrà discussa una mozione presentata dal consigliere Andrea Carli a nome del Pd per favorire la diffusione delle testate giornalistiche, radio e tv online, ossia tutti quei media che sono presenti solo ed esclusivamente sulla rete.

Anche in Friuli Venezia Giulia si assiste da tempo alla nascita di giornali, radio e tv online. Tuttavia questi mezzi di informazione non godono dei contributi regionali a favore della informazione come, invece, già avviene per radio e tv che diffondono il segnale via etere. Nell’attuale panorama dei media online regionali si possono identificare, sommariamente, oltre una decina di testate giornalistiche, alcune radio e la nascita recente di tv che operano solo ed esclusivamente sul web.

L’emendamento chiede di inserire queste testate – che abbiano come requisito indispendabile l’essere iscritti al Tribunale come testata giornalistica con la presenza di un direttore responsabile che abbia i requisiti di cui all’Ordine dei Giornalisti, sia pubblicista che professionista – nelle graduatorie per accedere ai contributi pubblici. Questo già avviene in molte regioni d’Italia dove sono state redatte leggi ad hoc con finanziamenti dedicati alle sole testate on line (il Veneto, ad esempio, ha stanziato un anno fa 70mila euro).

Altre Regioni, fra le quali il Piemonte, Sicilia, Toscana, Lombardia hanno stanziato cifre superiori e hanno anche inserito il riconoscimento per stazioni radio che trasmettono in AM (onde medie), una forma di trasmissione che pareva superata ma che sta surclassando il costoso e già obsoleto (alcune nazioni lo ha già abbandonato a favore dell’IP) sistema Dab per le radio attualmente in FM.

Negli ultimi anni l’aumento della cultura informatica, la diffusione della banda larga e dei social network, hanno determinato un uso più consapevole della rete. L’opinione pubblica cerca maggiormente le notizie su internet, che non sono più una copia della versione cartacea, ma spesso articoli interattivi scritti esclusivamente per la rete. Alcune testate hanno addirittura dichiarato che il numero dei propri lettori web supera quello della versione tradizionale.

Così vale anche per le radio – soprattutto nella difficile situazione dell’oneroso passaggio sul Dab dalla FM, sistema peraltro che è già soppiantato dall’IP – e lo stesso dicasi per il sorgere più frequente di televisioni online con produzione di podcast o trasmissioni in diretta. A essere cambiata profondamente è soprattutto la geografia dei sistemi dell’informazione: grazie ai media digitali, infatti, un numero sempre maggiore di persone ha la possibilità di partecipare direttamente alla produzione di sapere e conoscenza.

Le piattaforme e le pratiche del web partecipativo cambiano in profondità il ruolo degli intermediari dell’industria culturale, di cui i giornalisti fanno storicamente parte a pieno titolo. I giornali, le radio e le tv del futuro saranno fortemente multimediali e interattivi, il terreno di maggior sviluppo per l’editoria è Internet.

In questa ottica si muova la mozione del consigliere Andrea Carli che ci si augura possa trovare l’appoggio e la condivisione di tutta l’Aula. Ciò richiede a giornalisti ed editori un cambiamento di mentalità, per poter affrontare al meglio i cambiamenti di un ambiente in continua evoluzione e di necessari supporti economici. Ovviamente le testate giornalistiche che potrebbero rientrare nella fattispecie dell’emendamento, chiarisce Andrea Carli, dovranno avere la sede legale e principale in Friuli Venezia Giulia. Al.Rin.




Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »