Nuove stanze espositive, nuova rassegna, nuovo spazio per la cultura a Udine
Il Museo friulano di storia naturale di Udine è bellissimo. In molti dei sensi nei quali si può definire “bello” uno spazio. Esteticamente, nell’atmosfera, architettonicamente, nei contenuti. Persino nelle persone. Il recupero di una parte dell’importante complesso di archeologia industriale progettato nel 1923 da Ettore Gilberti, che ospitava l’ex Macello, è una di quelle opere che riqualificano e qualificano una città. Con buona pace per l’edificio dell’ex Frigo che sorge all’inizio della stessa strada, quella via Sabbadini che ospita anche la sede della Regione Friuli Venezia Giulia. Attendendo (buone) notizie anche per l’ex Frigo, Udine può coccolarsi nel frattempo quel che sta diventando il Museo friulano di storia naturale, un luogo con un’identità già forte ma che è ancora in divenire, visto che sono in ballo i lavori per altri due lotti di circa 600 mq ciascuno.
Il museo diventa grande
Intanto però qualcosa si muove: nei giorni scorsi, ad esempio, sono stati inaugurati nuovi spazi educativi e l’occasione è stata propizia per dare il via anche alla nuova edizione di Obiettivi Possibili 3, dedicata alla sostenibilità, all’inclusione e agli obiettivi dell’Agenda 2030. La direttrice Paola Visentini ha fatto, insieme al personale museale e agli uffici comunali, una scelta ben precisa per questa rassegna, con il tema “Il Museo che unisce un mondo diviso”.

“Vogliamo invitare a riflettere sul ruolo dei musei come luoghi capaci di generare dialogo e contribuire alla costruzione di comunità più consapevoli. In un tempo segnato da nuove disuguaglianze, conflitti, discriminazioni e narrazioni divisive, il Museo si propone non solo come spazio di conservazione, ma come presidio civile, democratico e accessibile, capace di trasformare il patrimonio scientifico in occasione di confronto pubblico”. Ecco allora che la serata inaugurale è stata affidata alle parole di Sergia Adamo dell’Università di Trieste, studiosa di letterature comparate, teorie culturali, femministe e postcoloniali. Partendo da una lettera di Cristoforo Colombo datata 1493 e indirizzata a un funzionario della Corona di Spagna, la professoressa ha cercato di tracciare una linea del tempo per condurre il pubblico nella storia della nascita di un pensiero di “superiorità e disconoscimento dell’altro dal quale non siamo mai usciti”.
La rassegna
La serata inaugurale ha fatto da apripista per i temi che il Museo intende esplorare insieme alla cittadinanza durante Obiettivi Possibili 3, con particolare attenzione al rapporto tra conoscenza, responsabilità, inclusione e capacità delle istituzioni culturali di agire nel presente. “I musei uniscono un mondo diviso, confermando il proprio ruolo di presidio civile, democratico e accessibile. In un tempo attraversato da conflitti, disuguaglianze e nuove forme di dominio, vogliamo tradurre i principi dell’Agenda 2030 in azioni concrete di cittadinanza, riaffermando il valore della convivenza e dell’universalità dei diritti. Vogliamo raccontare un Museo e una comunità capaci di interrogare il presente, rileggere criticamente il passato e trasformare il patrimonio in una bussola etica per il futuro”, ha dichiarato l’assessore all’Istruzione e Cultura Federico Pirone. L’inizio della rassegna è coinciso, inoltre, con la riapertura di uno spazio educativo rinnovato all’interno delle sale dell’ex Macello di via Sabbadini. Questi nuovi ambienti, dove saranno esposti oltre 200 reperti del Museo, saranno spazi educativi e divulgativi, aperti a tutti.

Il programma
Il programma estivo del museo si articola lungo tre principali direttrici. La prima riguarda il museo come spazio di inclusione, diritti e cittadinanza attiva. Il 24 maggio si terrà l’evento Liberə di essere, realizzato nell’ambito del progetto “Liberə di essere: Sensibilizzare e contrastare la violenza di genere sulle donne LBT”. Per l’occasione sono previsti quattro incontri e uno spettacolo dedicati alla violenza nelle coppie LBT+, alla costruzione di reti di supporto, all’educazione al consenso e all’indipendenza economica. Tra gli ospiti Anna Gaia Marchioro, volto di Comedy Central, protagonista dello spettacolo “Comicità senza tabù”, Fumettibrutti, Charlie Moon, Aminata Gabriella Fall e le operatrici di Linea Lesbica Antiviolenza.
La seconda direttrice è dedicata alla rilettura critica della scienza moderna e della sua eredità coloniale. In preparazione all’apertura della mostra “Trofei d’Oltremare: una storia da riscrivere”, il Museo proporrà un ciclo di conferenze come percorso di avvicinamento. Gli incontri offriranno una prospettiva decoloniale sulle collezioni naturalistiche, sulla storia della ricerca scientifica e sulle narrazioni che hanno accompagnato l’esplorazione, la catalogazione e l’appropriazione della biodiversità in contesti coloniali.
Il ciclo si aprirà il 18 giugno alle 18.00 con il giornalista scientifico Marco Boscolo, autore dell’intervento “La bianca scienza. L’eredità coloniale della scienza”, dedicato al rapporto tra scienza moderna, colonialismo e disuguaglianze globali. Il 25 giugno, sempre alle 18.00, il professor Fabio Martini dell’Università di Firenze terrà l’incontro “Le ricerche di Paolo Graziosi in terre di colonie tra scienza, impegno umano e civile”, ricostruendo l’attività del celebre studioso tra antropologia, etnologia e archeologia preistorica in Africa. Il 2 luglio, alle 18.00, la ricercatrice Beatrice Falcucci approfondirà la figura di Vittorio Tedesco Zammarano nell’incontro “Esplorare, filmare, esporre. La produzione di Vittorio Tedesco Zammarano”, esaminando criticamente il ruolo dell’immaginario della caccia grossa, del cinema e del turismo naturalistico nella costruzione della narrazione coloniale europea.
La terza direttrice trova il proprio fulcro nella mostra “Trofei d’Oltremare: una storia da riscrivere”, visitabile dal 4 luglio al 22 novembre 2026 negli spazi dell’ex Macello. L’inaugurazione si terrà sabato 4 luglio alle 18.00. La mostra porta alla luce la collezione di Vittorio Tedesco Zammarano, donata al Museo nel 2008 e composta da reperti in gran parte mai esposti prima. Attraverso circa 40 esemplari zoologici, documenti, fotografie e filmati, l’esposizione rilegge criticamente il rapporto tra scienza, colonialismo e rappresentazione della natura, mostrando come collezioni e musei abbiano contribuito anche alla costruzione di immaginari e narrazioni di dominio. Nel mese di luglio la mostra sarà accompagnata da visite guidate, in programma il 9, 16, 23 e 30 luglio alle 18.00, pensate per approfondire i temi dell’esposizione e accompagnare il pubblico nella lettura critica dei materiali presentati.

Book corner
Dal 6 luglio al 29 agosto, inoltre, l’atrio del Museo ospiterà il book corner “Trova il tuo libro: Book corner Trofei d’Oltremare”, uno spazio di lettura e approfondimento collegato ai temi della mostra. Libri e materiali divulgativi permetteranno ai visitatori di proseguire il percorso anche oltre la visita, trasformando il Museo in un ponte tra ricerca scientifica, memoria storica e desiderio di conoscenza.
Tutti gli eventi della rassegna “Obiettivi Possibili 3” sono gratuiti e su prenotazione: info.mfsn@comune.udine.it
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