Lazio

il REgeneration Forum lancia il piano per la Capitale del dopo Giubileo

Roma prova a trasformare la stagione dei grandi eventi e dei maxi cantieri in una leva permanente di crescita economica e rigenerazione urbana.

È questa la sfida lanciata dal palco dell’Auditorium della Tecnica, dove si è svolta la seconda edizione del Roma REgeneration Forum, appuntamento che ha riunito istituzioni, investitori, urbanisti e rappresentanti del mondo produttivo per discutere il futuro della Capitale tra infrastrutture, innovazione e sostenibilità.

L’obiettivo condiviso emerso nel corso della giornata è chiaro: sfruttare la spinta degli investimenti pubblici attivati negli ultimi anni – dal Giubileo ai fondi del Pnrr – per costruire un modello di sviluppo capace di durare oltre le scadenze internazionali e oltre le stagioni politiche.

Ad aprire i lavori è stato Gianluca Lucignano, presidente della Fondazione Roma REgeneration, che ha sottolineato la necessità di consolidare un nuovo approccio alla trasformazione urbana della città. Sul palco, insieme al sindaco Roberto Gualtieri, anche il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e il ministro per le Riforme istituzionali e la semplificazione normativa Maria Elisabetta Alberti Casellati.

Una presenza trasversale che ha dato forma a un messaggio preciso: il rilancio di Roma deve diventare una priorità condivisa, al di là delle appartenenze politiche.

Nel suo intervento, Gualtieri ha rivendicato il cambio di passo vissuto dalla città negli ultimi anni, parlando di una Capitale “più forte e più credibile” agli occhi degli investitori internazionali.

Secondo il sindaco, la fase attuale rappresenta un’occasione irripetibile per trasformare l’accelerazione impressa dai cantieri in un ciclo strutturale di sviluppo.

“Roma si è rafforzata e oggi ha le condizioni per aprire una nuova stagione di crescita”, ha spiegato il primo cittadino, insistendo sulla necessità di garantire continuità agli investimenti pubblici anche nei prossimi anni. Un passaggio ritenuto decisivo per attirare capitali privati e consolidare i grandi progetti di trasformazione urbana.

Il cuore della strategia illustrata durante il Forum ruota attorno a un’idea di città più moderna e sostenibile: quartieri riqualificati, incremento del verde pubblico, mobilità integrata, servizi di prossimità e sostegno alle imprese innovative.

Un modello che punta a ridisegnare la qualità della vita nei territori, superando la storica frattura tra centro e periferie.

Sul tavolo anche il tema della semplificazione amministrativa, considerata una condizione essenziale per accelerare opere e investimenti. Da qui il richiamo alla collaborazione istituzionale tra Campidoglio, Regione, Governo e grandi soggetti pubblici come Ferrovie dello Stato e Anas, insieme al coinvolgimento del settore privato e delle fondazioni.

L’ambizione è trasformare Roma in una piattaforma economica capace di competere con le grandi capitali europee, sfruttando il traino del turismo, della cultura e dell’innovazione tecnologica. Una sfida complessa, che passa però dalla capacità di rendere permanenti i processi avviati negli ultimi anni.

Dietro le parole del Forum resta una convinzione condivisa dagli amministratori presenti: il vero banco di prova non sarà inaugurare nuovi cantieri, ma riuscire a costruire una città più efficiente, attrattiva e vivibile anche quando si spegneranno i riflettori dei grandi eventi internazionali.

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