“Dal Cup una risonanza a 100km di distanza da casa. Ma è giusto?”
Ho una prescrizione per una Risonanza Magnetica (RM) alla colonna vertebrale con codice di priorità U (Urgente, da eseguire entro 72 ore). Vivo in un piccolo comune montano e, rivolgendomi al CUP, mi è stata proposta una disponibilità che rispetta i tempi, ma presso una struttura a oltre 100 km di distanza da casa. È corretto che, per veder garantito un mio diritto, io debba affrontare un viaggio così lungo e oneroso, specialmente in condizioni di salute precarie? Cosa succede se rifiuto questa proposta? Luigi S.
Il caso descritto tocca un punto dolente del nostro Servizio Sanitario Nazionale: il conflitto tra la tempestività della prestazione e la prossimità territoriale.
Secondo il Piano Nazionale Governo Liste di Attesa (PNGLA), le Regioni devono garantire le prestazioni non solo entro tempi certi, ma anche entro un ambito territoriale di garanzia (solitamente il distretto sanitario di residenza o l’intera ASL). Tuttavia, quando si tratta di un codice U (72 ore), la priorità assoluta è la salvaguardia della vita o della funzionalità d’organo del paziente. Per questo motivo, il sistema cerca la prima disponibilità utile in qualunque presidio della rete regionale. È corretto? Formalmente, l’azienda assolve l’obbligo di garanzia trovando un posto entro le 72 ore. Ma per un cittadino che vive in un’area interna, 100 km possono rappresentare una barriera insormontabile.
Cosa succede se il cittadino non accetta? È fondamentale prestare attenzione alle conseguenze del rifiuto:
Perdita della priorità: se la persona rifiuta l’unica data disponibile che rispetta i tempi (anche se lontana), la struttura non è più obbligata a garantirgli la prestazione entro le 72 ore. La richiesta “scala” automaticamente in una fascia di priorità inferiore o finisce in coda.
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