Gualtieri guiderà il corteo il 20 giugno
Roma si prepara a tingersi ancora una volta dei colori dell’arcobaleno. Sabato 20 giugno le strade della Capitale faranno da cornice all’edizione 2026 del Roma Pride, la storica manifestazione che da oltre tre decenni porta in piazza rivendicazioni, visibilità e battaglie per i diritti della comunità LGBTQIA+.
Un appuntamento che negli anni è diventato non solo una parata simbolica, ma anche uno dei momenti più partecipati della vita civile e culturale cittadina.
Il corteo attraverserà il cuore della città con migliaia di partecipanti attesi da tutta Italia.
In testa alla manifestazione ci sarà anche il sindaco Roberto Gualtieri, presenza annunciata dall’amministrazione capitolina come segnale politico e istituzionale di vicinanza alle istanze della comunità LGBTQIA+.
Ad ufficializzare la partecipazione del primo cittadino è stata Marilena Grassadonia, coordinatrice delle politiche per i diritti LGBT+ di Roma Capitale, che ha sottolineato come la presenza del sindaco rappresenti “un’ulteriore conferma dell’impegno dell’amministrazione nella promozione dei diritti e nella costruzione di una città più inclusiva”.
Il Roma Pride 2026 si inserisce in un percorso che, secondo il Campidoglio, punta a rafforzare il ruolo delle città come motori di cambiamento sociale.
Un messaggio ribadito dalla stessa Grassadonia, che ha ricordato il lavoro portato avanti in questi anni insieme alle associazioni del territorio e ai movimenti della comunità LGBTQIA+.
“C’è la consapevolezza che proprio dalle città possa partire un’onda capace di rendere il Paese più giusto e più aperto”, ha spiegato, evidenziando come il Pride non si limiti alla sola giornata della parata ma rappresenti un contenitore più ampio di iniziative culturali, incontri pubblici, spettacoli e momenti di confronto.
Anche per il 2026, infatti, il calendario della Pride Croisette accompagnerà l’avvicinamento al corteo con eventi diffusi in vari quartieri della Capitale.
Una programmazione che punta a trasformare il Pride in un laboratorio sociale permanente, capace di coinvolgere non solo la comunità LGBTQIA+, ma l’intera città.
Tra musica, dibattiti, arte e attivismo, Roma si prepara dunque a vivere settimane all’insegna della partecipazione e della rivendicazione civile, in un clima che gli organizzatori definiscono “di festa ma anche di consapevolezza”, con lo sguardo rivolto alle battaglie ancora aperte sul fronte dei diritti, del contrasto alle discriminazioni e del riconoscimento delle famiglie omogenitoriali.
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