Marche

Gioca il futsal, sugli spalti scoppia la rissa. «Fatti vergognosi, non doveva finire così»

FANO – «Non doveva finire così». Per Eta Beta Fano, squadra di calcio a 5, il sogno della promozione in serie A2 è sfumato in un modo inatteso e amaro, sgradevole. Nel peggio dei modi. Persa a tavolino la semifinale playoff di sabato scorso, disputata nel Circolo Tennis Trave a Fano, per le ripetute intemperanze di pochi tra un pubblico di circa 300 persone che tifava e seguiva con passione l’incontro.

Che cosa è successo

«Si è creata una condizione – sottolinea Davide Bargnesi, allenatore dell’Eta Beta – che esulava del tutto dalla partita o da eventuali rivalità sportive, perché le intemperanze rientravano in questioni soltanto personali».I fanesi dell’Eta Beta, che militano nella serie B del calcio a 5, stavano vincendo per 3-0 il ritorno della semifinale playoff, che li opponeva ai ferraresi del Balca Poggese.

A circa 6 minuti dal termine, l’interruzione definitiva della partita per il protrarsi di «episodi vergognosi». La società fanese li ha definiti così, sui social, per esprimere «tutta la propria amarezza e la totale estraneità rispetto a quanto accaduto». Comportamenti che Eta Beta ritiene riconducibili a «futili motivi», a «persone completamente estranee alle tifoserie» e all’attaccamento verso la squadra. «Non doveva finire così», è il commento della società fanese. Rovinata una festa di sport, che sarebbe iniziata subito dopo la conclusione della partita, qualunque fosse stato il suo risultato finale.

I ragazzi dell’Eta Beta conducevano 3-0 grazie a una prova orgogliosa, che stava riscattando il passivo subito all’andata, molto pesante. Il triplice vantaggio non sarebbe bastato per rovesciare le sorti della semifinale, ma c’era ancora tempo, la squadra fanese giocava sulle ali dell’entusiasmo e il barlume della speranza rimaneva comunque acceso. Il vero tema, però, non era il risultato, come ha ribadito la società fanese: «Vincitori o vinti, i nostri ragazzi meritavano altro. Meritavano di concludere un anno di lavoro, ricevendo l’applauso del pubblico. Meritavano rispetto per tutti i sacrifici fatti: allenamenti, impegno quotidiano, passione e dedizione di un’intera stagione. Purtroppo una stagione è terminata nel peggiore dei modi per copa di pochi individui che nulla hanno a che vedere con i veri valori dello sport».

Le responsabilità

L’auspicio è che le persone coinvolte nelle intemperanze «si assumano le proprie responsabilità» e che simili episodi non si ripetano. In un lungo post la società ha ribadito «la totale estraneità rispetto a quanto accaduto durante la partita terminata con la sospensione definitiva a causa di una rissa sugli spalti». E La vicenda è stata ripresa e rilanciata nelle rispettive storie dal sindaco di Fano, Luca Serfilippi, e dall’assessore comunale Alberto Santorelli.




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