Immersione fatale all’isola d’Elba, morta una subacquea di Biella

Luana Siviero era arrivata all’Isola d’Elba per praticare una delle sue più grandi passioni: stava partecipando a un’uscita in mare nelle acque di Porto Azzurro insieme ad altri subacquei quando sabato pomeriggio avrebbe accusato un improvviso malore sott’acqua. «È riemersa e ha detto qualcosa come “mi sento svenire”» riporta Alessandro Banfo, direttore del circolo subacquei di Biella, cui la donna era iscritta da tre anni. I tentativi di soccorrerla sono stati inutili: la donna, di 61 anni, residente a Ronco Biellese e dipendente dell’ospedale di Biella, ha perso la vita poco dopo l’allarme scattato intorno alle 16.30.
Ripercorre ancora Banfo, anche lui in acqua quando è avvenuta la tragedia: «Era un’immersione per neofiti, la più semplice che si possa fare. La profondità massima è di 18 metri, in curva di sicurezza e con la possibilità di risalire senza obblighi decompressivi. Quando siamo arrivati alla catena di risalita, lei è arrivata fino in superficie ed è emersa borbottando che l’immersione non era andata come voleva. Poi ha detto di sentirsi male». La sub è stata subito riportata sul gommone: «L’abbiamo issata a bordo, le abbiamo somministrato l’ossigeno e praticato il massaggio cardiaco. Intanto abbiamo chiamato il 112 e, nel giro di 10-15 minuti, siamo rientrati in porto. Lì c’erano ambulanza ed elicottero: i soccorritori le hanno applicato il defibrillatore ma il cuore di Luana non ha mai ripreso a battere».
La 61enne non era una turista occasionale ma una subacquea esperta. A Biella, infatti, era iscritta al club dedicato alle immersioni e praticava questa attività da almeno tre anni: «L’immersione era per neofiti ma lei non lo era, faceva corsi e aveva conseguito il brevetto nel 2023. Continuava a praticare addestramento in piscina e anche nei laghi vicino a Biella, in modo da continuare a impratichirsi».
Resta ora da chiarire con precisione cosa abbia provocato il malore fatale durante l’immersione. Carabinieri e capitaneria di porto sono al lavoro per gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica dell’incidente. Le attrezzature per l’immersione, le bombole d’ossigeno e il respiratore sono state poste sotto sequestro dalla magistratura: «Hanno sequestrato anche il computer di Luana, una sorta di orologio che tutti noi indossiamo per registrare tempi, profondità e l’intera immersione. A quanto ci hanno detto, non riportava una risalita incontrollata. Quindi pensiamo che non si sia tratta di una imprudenza ma di una tragedia imponderabile. Da ieri noi ci stiamo interrogando su tutto per capire se abbiamo sbagliato qualcosa ma siamo convinti di aver rispettato le procedure. Siamo sempre vigili perché conosciamo i rischi del nostro sport ma questo evento va oltre: richiediamo la visita medico sportiva agonistica per i nuovi iscritti, ora valuteremo se richiederla per ogni immersione».
La salma della 61enne è stata trasferita nella sala mortuaria di Portoferraio, in attesa che la procura disponga l’autopsia. Gli altri sub biellesi stanno rientrando in questi minuti mentre all’Isola d’Elba stanno andando l’anziana madre e gli amici di Siviero, che non aveva figli e aveva perso il marito da qualche anno.
«Luana era una persona d’oro, estremamente entusiasta per quest’attività – la descrive Banfo – Si impegnava tanto per superare difficoltà dovute all’età, visto che ha iniziato tardi con questa passione. Infatti si immergeva tutte le settimane. Per noi è stato un duro colpo».
Source link




