Marche

«Per te vado in carcere». Cuore inciso sull’auto, finisce a processo

ANCONA – Lei interrompe la relazione e lui si trasforma in uno stalker tra pedinamenti, blitz sotto casa e danni all’auto con tanto di cuoricini impressi sulla carrozzeria. Sono gli estremi del quadro accusatorio con cui la procura ha ottenuto il rinvio a giudizio di 38enne albanese. Per lui, sui cui pende il divieto di avvicinamento alla donna, il processo inizierà il 23 settembre. Assistito dall’avvocato Paolo Tartuferi, dovrà difendersi dall’accusa di stalking.

 La ex, una romena di 28 anni, si è costituita parte civile con la legale Elisa Gatto. Contro l’imputato ha sporto quattro querele per i fatti avvenuti tra l’estate e l’inverno del 2025. Episodi su cui hanno indagato i carabinieri della stazione di Ancona Principale. Dopo la fine della relazione, l’uomo – particolarmente geloso – le avrebbe reso la vita impossibile, alternando momenti in cui la pregava di tornare insieme a insulti («sei una pazza, psicopatica»), atti vandalici, appostamenti e scenate di gelosia. Almeno questo ha raccontato la 28enne ai carabinieri. Per la paura di trovarselo sempre sotto casa, si sarebbe addirittura trasferita dalla madre. Ma anche lì, sempre secondo la versione accusatoria, non avrebbe trovato pace. Anzi, la dose sarebbe raddoppiata perché l’uomo, stando all’accusa, avrebbe tartassato anche l’ex suocera: «Io per tua figlia vado a Montacuto, voglio sposarla e avere dei figli con lei».

I fatti

Il rapporto tra i due si era interrotto a ottobre 2024, dopo l’ennesimo litigio per motivi di gelosia. Nonostante il “blocco” delle chiamate e sui vari social, l’imputato non si sarebbe perso d’animo, iniziando a tampinare la ex per cercare di agganciarla. Come quella volta, al Piano, quando lui avrebbe cercato di salire sull’auto della donna, ferma al semaforo. «Io non ti lascerò mai andare» le parole pronunciate dal 38enne in quell’occasione. Nel periodo in cui la romena aveva deciso di sbloccare il contatto dell’ex sul cellulare, lui sarebbe stato in grado in un solo giorno di fare 102 telefonate/videochiamate, tempestandola di foto e video che ricordavano i tempi felici della donna.

I danni

In più occasioni la 28enne avrebbe trovato danni all’auto: una volta le sono state squarciate le ruote lato passeggero. Un’altra volta avrebbe trovato un cuoricino impresso sul cofano, un’altra ancora la scritta “Tu sei mia”. «Hai visto come hai ridotto l’auto di mia figlia?» la domanda dell’ex suocera. L’imputato avrebbe risposto: «Gliene compro due». L’impianto accusatorio dovrà essere dimostrato nel corso del dibattimento. L’imputato respinge le contestazioni.




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