Marche

«Gli operai si stanno licenziando»


ARQUATA DEL TRONTO – Torna a farsi drammatica la situazione del cantiere inerente la galleria di Trisungo, dopo la messa in cassa integrazione di tutti e 74 i lavoratori alle dipendenze della Salc (Gruppo Salini), impresa appaltatrice dei lavori commissionati dall’Anas. A lanciare l’ennesimo grido di allarme sono i sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil, fortemente preoccupati dal perdurare della fase di stallo riguardo agli impegni che la stessa Anas, attraverso un comunicato stampa, aveva preso nei confronti sia della Salc che dei lavoratori.

Lo stop

«Stiamo mettendo in atto tutte le azioni necessarie per evitare il fermo dei lavori e il ricorso alla cassa integrazione per gli operai», aveva scritto l’Anas il mese scorso, dove per azioni intendeva la copertura finanziaria da parte del Ministero dei Trasporti di circa 5 milioni di euro relativi a pagamenti per lavori già eseguiti e di un altro milione di euro a fine aprile per avanzamento lavori fino al 28 febbraio scorso. Oltre ciò, Anas si era anche impegnata entro aprile a predisporre una variante tecnica per risolvere problematiche nel frattempo emerse presso il cantiere della galleria e per adeguare gli impianti elettrici e di sicurezza alle normative più recenti. A cantiere pressoché fermo, la situazione non sembra però essersi sbloccata, tanto da indurre i sindacati a scrivere all’Anas chiedendo un incontro urgente, come peraltro chiesto anche alla Salc. «I lavoratori dell’impresa appaltatrice Salc – hanno scritto i segretari di Feneal/Uil, Filca/Cisl e Fillea/Cgil, Silvio Armillei, Jacopo Lasca e Graziano Gorla – sono in cassa integrazione a rotazione dal 20 aprile scorso ed alcuni di loro, molto professionalizzati, si sono dimessi. Più tempo passa e altri di loro li seguiranno, creando un problema per il futuro completamento dell’opera». «Avevamo appreso la notizia – continua la missiva sindacale inviata sia ad Andrea Primicerio, responsabile della struttura territoriale Anas Marche, che al commissario straordinario Anas, Fulvio Soccodato –, attraverso un vostro comunicato stampa, che quanto prima si doveva eseguire la perizia di variante suppletiva al progetto necessaria per il completamento dei lavori, e di prossimi incontri con la Salc. Siamo ad un mese da quella vostra dichiarazione e, sentita l’impresa, non ci risulta che si siano fatti passi in avanti».

Lo spostamento dei mezzi

Nel frattempo, sempre a detta dei sindacati, l’impresa sta chiudendo il cantiere e spostando i mezzi. «Abbiamo chiesto alla Salc un incontro – afferma Graziano Gorla, della Fillea/Cgil – per capire come intende proseguire nel rapporto con i lavoratori, molti dei quali si sono già dimessi. Esprimiamo una forte preoccupazione per quanto sta accadendo, con la situazione che peserà sui lavoratori in primis ma anche sulla comunità locale per i disagi e ritardi che giocoforza questo empasse produrrà. La popolazione non merita tutto ciò, dopo essere stata colpita così duramente dal sisma del 2016, con il territorio che ha invece bisogno di una rinascita, ha bisogno di infrastrutture per rilanciare l’economia».




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