Crisi Amt, ultimo via libera al piano di risanamento. E si apre il confronto sulla cabinovia in Valbisagno

Genova. Ultima fatica per il piano di risanamento di Amt che oggi sarà il piatto forte dell’assemblea dei soci dell’azienda di trasporto pubblico. La riunione, convocata alle 16.00, era già fissata un mese fa ma era stata rinviata per poter affinare tutti i dettagli, compresa la modalità di contribuzione da parte della Regione ai fini dell’aumento di capitale. Salvo sorprese clamorose, il piano riceverà il via libera degli azionisti (Comune di Genova, Città metropolitana e i maggiori Comuni del Tigullio) e passerà al setaccio di numerosi esperti prima di andare in Tribunale per la necessaria omologa.
Dopo il via libera martedì a Palazzo Tursi, la delibera di indirizzo per sostenere il piano di risanamento è stata approvata ieri a maggioranza dal Consiglio metropolitano, sancendo il completamento del percorso istituzionale necessario per avviare la manovra di salvataggio. Il provvedimento è stato approvato con 10 voti favorevoli della maggioranza e 9 astensioni dell’opposizione.
L’opposizione si astiene di nuovo, Salis: “Dispiace”
“Ringrazio la Città metropolitana per contribuire con un milione e mezzo alla ricapitalizzazione di Amt e per il grande sforzo compiuto nell’aumentare di 700mila euro all’anno il contratto di servizio – ha detto la sindaca metropolitana Silvia Salis -. È chiaro che abbiamo dovuto prendere decisioni anche molto scomode, impopolari, ma la situazione che abbiamo ereditato era disastrosa e ci siamo assunti la responsabilità di salvare Amt e il trasporto pubblico locale, sistemando il bilancio: i soldi non si possono stampare e serve una mediazione seria tra tariffe, contributi e servizio, che è inserita nel piano di risanamento. Non vogliamo tornare al 2024, quando Amt ha perso quasi cinque milioni al mese nell’inconsapevolezza degli amministratori di allora. Per questo, dispiace che sia ieri in Comune sia oggi in Città metropolitana l’opposizione abbia deciso di astenersi, a differenza di quanto avvenuto in Regione, dove tutte le forze politiche hanno votato all’unanimità un contributo fondamentale per salvare Amt”.
“Il centrodestra metropolitano ha deciso di restare in aula, con senso di responsabilità, per garantire la discussione e l’approvazione del piano di risanamento Amt per salvare azienda e dipendenti, e anche per i cittadini che dipendono da quel servizio ogni giorno – ha commentato Laura Repetto, consigliera di centrodestra -. Va riconosciuto che le risorse oggi sul tavolo esistono in larga parte grazie a quanto deciso ieri in Consiglio regionale, dove è stata approvata la legge che stanzia 40 milioni. Se il piano serve per dare futuro all’azienda. Preoccupano però l’apertura a Trenitalia e l’ombra di una privatizzazione, il pericolo di un taglio alle corse, specie nei territori periferici di città metropolitana, la richiesta di una maggiore contribuzione a tutti gli enti locali cui si chiede già ora un’onerosa compartecipazione e, in ultimo, l’ipotesi non così residuale di una possibile ulteriore maggiorazione delle tariffe per tutti gli utenti. Ci asteniamo, ma vigileremo sull’attuazione di ogni singola misura”.
Creditori, tagli al servizio e aumenti tariffari
Da un punto di vista tecnico, il punto più critico dell’intera manovra è il piano di ristrutturazione del debito. I creditori garantiti saranno pagati al 100%, tutti gli altri vedranno solo il 50% anche se in un’unica soluzione. La proposta, tuttavia, dovrà essere votata da tutti i soggetti coinvolti (almeno il 60% in ogni classe di creditori) e alcuni di questi hanno già manifestato insofferenza. D’altra parte, se non passa il piano di risanamento il rischio concreto è che l’azienda fallisca, visto che esiste già almeno un’istanza depositata in Procura. Discorso a parte per Trenitalia, il cui credito verso Amt è da anni oggetto di contenzioso: l’azienda verserebbe subito 5 milioni, mentre i restanti 15 milioni sarebbero convertiti in strumenti finanziari partecipativi con diritti patrimoniali su cui il centrodestra nutre molti sospetti.
I tagli al servizio ci saranno, nell’ordine del 3-4%, anche se in buona parte si tratterà di ridurre i chilometri percorsi a vuoto e “normalizzare” ciò che avviene tuttora: anziché saltare centinaia di corse a singhiozzo si spalmerà la decurtazione nell’arco dell’intera giornata, garantendo frequenze regolari e cercando di salvaguardare le fasce orarie e i percorsi a maggiore frequentazione. Sulle tariffe pende la spada di Damocle dei contributi ministeriali per le agevolazioni. Il piano prevede di incassare 2 milioni nel 2026 e circa 8 milioni per i due anni successivi: se i soldi non arriveranno, bisognerà rivedere l’impianto. L’ipotesi di aumentare il costo dei biglietti (e in seconda istanza quello degli abbonamenti) resta comunque in piedi qualora le altre misure non dovessero funzionare a dovere.
Oggi la commissione a Tursi sulla cabinovia
A proposito di mobilità, oggi i riflettori sono puntati anche sul progetto della cabinovia in Valbisagno. Dopo il vertice di maggioranza col professor Pierluigi Coppola – che non ha sedato i forti mal di pancia tra le forze di coalizione – va in scena a Palazzo Tursi la prima commissione consiliare ad oggetto “soluzioni di mobilità per la Valbisagno”.
Il primo confronto istituzionale si annuncia serrato anche per la quantità di voci coinvolte nel dibattito, che sarà presieduto da Serena Finocchio. In aula la sindaca Silvia Salis col vicesindaco Alessandro Terrile e numerosi assessori (Ferrante, Robotti, Patrone, Coppola e Pericu) oltre ai presidenti di Municipio Fabrizio Ivaldi e Lorenzo Passadore. Ci sarà nuovamente il professor Coppola, ma anche una pletora di rappresentanti dei comitati, praticamente tutti contrari all’opera (anche quello che fu a favore dello Skymetro).
Dopo il passaggio a Tursi, che si preannuncia caldissimo, sarà il turno delle commissioni nei due Municipi della Valbisagno, dove Salis e Coppola dovranno confrontarsi col territorio e provare a difendere la bontà della soluzione proposta. A valle di questo percorso si capirà se il Comune proseguirà sulla strada (aerea) indicata dal Politecnico di Milano o se il discorso mobilità in Valbisagno vedrà aprirsi l’ennesimo capitolo.




