Un’etichetta commestibile per frutta e verdura – In breve
L’etichetta per frutta e verdura
diventa commestibile con l’obiettivo di ridurre l’impatto
ambientale del packaging agroalimentare, migliorare la gestione
dei rifiuti organici e offrire nuove garanzie di sicurezza e
tracciabilità lungo la filiera.
Sono alcuni dei risultati di ‘Appeal – Agrifood Protected by
Printable Edible Authenticating Label’, il progetto finanziato
dal Fondo Italiano per le Scienze Applicate del ministero
dell’Università e della Ricerca e coordinato dal Politecnico di
Milano, insieme a sette partner scientifici e industriali, tra
cui il Consorzio Melinda.
L’etichetta edibile, evidenzia l’ateneo, rappresenta una
risposta concreta alle grandi sfide ambientali del nostro tempo:
cambiamento climatico, aumento dei rifiuti e necessità di
accelerare la transizione verso modelli produttivi circolari.
Uno degli obiettivi principali è fornire una risposta efficace
alla contaminazione della frazione organica destinata al
compostaggio, la cui raccolta in Italia – certificano i dati
Ispra – è più che triplicata negli ultimi vent’anni, superando i
7,5 milioni di tonnellate.
Il gruppo di ricerca del Dipartimento di Energia del
Politecnico di Milano ha realizzato una nuova generazione di
bollini commestibili ottenuti da ingredienti vegetali e matrici
a base di polisaccaridi e pectina, recuperata anche dai
sottoprodotti della lavorazione delle mele.
“L’obiettivo era progettare un’etichetta non solo edibile e
sicura, ma anche pronta a rispondere alle nuove esigenze
normative e industriali”, spiega Andrea Macrelli, ricercatore
del Dipartimento di Energia del Politecnico. Melinda ha testato
le etichette ottenendo risultati particolarmente incoraggianti.
Il progetto evidenzia anche importanti ricadute sanitarie.
L’ingestione accidentale di etichette tradizionali è infatti un
fenomeno molto più diffuso di quanto si pensi: secondo le stime,
gli italiani ne ingerirebbero inconsapevolmente tra i 9 e i 22
milioni ogni anno.
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