Sicilia

Garlasco, notificata ad Andrea Sempio la chiusura dell’inchiesta

È stata da poco notificata ad Andrea Sempio la chiusura delle indagini per il delitto di Garlasco. Il 38enne è accusato di aver ucciso Chiara Poggi con le aggravanti dei motivi abietti e della crudeltà. La difesa ha ricevuto dunque l’avviso di conclusione delle indagini, che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

L’avviso di chiusura delle indagini per quanto riguarda l’imputazione è uguale all’invito a comparire inviato la scorsa settimana per l’interrogatorio, avvenuto ieri a Pavia, in cui Sempio si è avvalso della facoltà di non rispondere. L’accusa è omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dai motivi abbietti.

Quattro i nuovi elementi

Secondo la ricostruzione ci sono quattro elementi nuovi rispetto all’inchiesta che portò a condannare a 16 anni di carcere Alberto Stasi, che ora esce dall’indagine: si tratta del movente legato a un rifiuto a una avance, una nuova dinamica dell’aggressione con più fasi e con Chiara che si sarebbe difesa, i colpi inferti anche sulle scale della cantina e che sarebbero stati almeno 12.

Prima non erano mai stati quantificati. In relazione alle fasi dell’aggressione, sulla base anche delle nuove analisi medico legali di Cristina Cattaneo, che individua l’arma in un martello a coda di rondine (come quello sparito dalla cassetta degli attrezzi di casa Poggi) e della cosiddetta «Bpa» sulla ricostruzione delle macchie di sangue, i pm parlano di una «iniziale colluttazione» a cui sarebbero seguiti colpi «reiterati» con un «corpo contundente» che avrebbero fatto cadere Chiara Poggi «a terra». Poi, l’allora 19enne l’avrebbe trascinata «verso la porta di accesso alla cantina» e là la 26enne avrebbe provato «a reagire mettendosi carponi».

5 colpi alla testa per ucciderla dopo l’aggressione

A quel punto, Sempio, secondo i pm, l’avrebbe colpita «nuovamente» per almeno 3-4 volte, «facendole perdere i sensi». E ancora avrebbe spinto «il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina», dove, “nonostante lei fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi» soprattutto alla testa. In totale, le avrebbe causato “almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto». Ora la difesa potrà prendere gli atti del fascicolo. Dopo di che Sempio, probabilmente, chiederà di rendere l’interrogatorio e potrà depositare memorie per dimostrare la sua innocenza. Intanto si aprirà la strada per la revisione del processo di Stasi.


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