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disapprovazione al 65% su guerra e economia

Due americani su tre pensano che Donald Trump stia gestendo male la guerra contro l’Iran: secondo l’ultimo sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos, il malumore sta aumentando non solo tra i democratici, ma anche nella base elettorale Maga della destra, e nei cosiddetti indipendenti, quasi sempre decisivi alle urne, ma molto dubbiosi sul coinvolgimento degli Usa nel conflitto.

E l’insoddisfazione dei cittadini statunitensi per il lavoro del presidente è ancora più alta nei dossier che riguardano le conseguenze dirette delle tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz: nell’economia in generale il tasso di disapprovazione è salito di sette punti al 65%; sull’inflazione raggiunge il 72%; sull’aumento dei costi per le famiglie, a cominciare dalla benzina, il 76% degli americani accusa il governo di non fare abbastanza.

Un cammino complicato verso Midterm

A sei mesi dalle elezioni di Midterm il conflitto scatenato dagli Stati Uniti, assieme a Israele, contro il regime di Teheran sta complicando il cammino di Trump oltre ogni previsione: tanto che guardando al voto di novembre molti repubblicani temono di perdere la maggioranza alla Camera e forse anche quella al Senato.

Nel complesso il tasso di disapprovazione per come si sta comportando Trump è salito ai massimi del secondo mandato iniziato a gennaio del 2025: oltre il 60% (con il dato complementare del sostegno alla Casa Bianca sceso ai minimi, sotto al 40%) anche nelle medie dei sondaggi, dal Silver Bulletin a RealClearPolitics. «Ogni nuovo sondaggio è negativo per Donald Trump, perde consensi ogni settimana, aumentano i dubbi sul suo lavoro», spiega l’analista politico ed esperto di sondaggi Nate Silver.

L’approvazione complessiva è ora al 37%

Nel sondaggio Washington Post-Abc News-Ipsos, l’approvazione complessiva del presidente è ora al 37%. Tra i repubblicani, il sostegno a Trump resta stabile all’85%, ma «tra gli indipendenti orientati verso il partito repubblicano» è sceso al 56%, un nuovo minimo. E tra il totale gli indipendenti l’approvazione è al 25%.


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