“Non è accettabile”. Ma il dialogo prosegue – Il Tempo

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“L’ho studiata, ho studiato tutto: non è accettabile”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non è soddisfatto della proposta di pace presentata dall’Iran. Ma l’inviato speciale Usa Steve Witkoff ja confermato che sono ancora in corso contatti con Teheran per valutare la possibilità di avviare negoziati per porre fine alla guerra. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno risposto alla proposta dell’Iran tramite il Pakistan e che Teheran sta esaminando la risposta di Washington. La “proposta in 14 punti” dell’Iran non include la questione nucleare: “Si concentra sulla fine della guerra, Libano compreso”, ha sottolineato Baghaei. Trump non ha cosa escluso che i bombardamenti possano riprendere. Mentre Washington e Teheran, a tregua in corso, continuano a scambiarsi proposte per un accordo quadro per porre fine alla guerra, il presidente americano sta anche valutando seriamente la possibilità di ordinare una nuova azione militare. Nuovi attacchi? “Se si comportano male, se fanno qualcosa di grave, ma per ora, vedremo. È una possibilità che potrebbe verificarsi, certamente”, ha risposto.
Giovedì l’Iran ha presentato alla Casa Bianca, tramite il mediatore Pakistan, la proposta aggiornata in 14 punti per un accordo quadro. Proposta che costituisce una replica a un piano Usa che di punti ne aveva 9. Nodo fondamentale è che la proposta iraniana punta sulla fine della guerra più che su un’estensione del cessate il fuoco. Secondo Axios, il nuovo piano di Teheran fissa un termine di un mese di tempo per negoziati volti a raggiungere un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, sulla fine del blocco navale statunitense e sulla conclusione definitiva della guerra in Iran e in Libano. In base a questa nuova proposta, solo dopo il primo accordo sulla fine del conflitto verrebbe avviato un ulteriore mese di negoziazione per cercare di giungere a un accordo sul programma nucleare. Trump ha quindi espresso scetticismo sulla nuova bozza. “Non riesco a immaginare che possa essere accettabile”, ha scritto su Truth. “Non hanno ancora pagato un prezzo sufficientemente alto per ciò che hanno fatto all’umanità e al mondo negli ultimi 47 anni”, ha aggiunto.
Venerdì il presidente Usa aveva dichiarato di non essere soddisfatto della proposta iraniana. “Trump deve scegliere tra un’operazione impossibile e un cattivo accordo con l’Iran”, è la posizione dei Pasdaran. In una dichiarazione riportata dall’agenzia di stampa Tasnim, la Guardia rivoluzionaria iraniana ha affermato che “lo spazio decisionale per l’America è limitato”. E il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Mohseni Ejei, ha assicurato che Teheran non desidera la guerra ma non la teme: “Se la nostra dignità sarà minacciata, combatteremo per difenderla”. In tutto questo il Pakistan, che è emerso come mediatore e nelle scorse settimane ha ospitato dei colloqui, continua a spingere per negoziati e a incoraggiare gli Stati Uniti e l’Iran a dialogare direttamente.Trump ha respinto questa settimana una prima precedente proposta iraniana, tuttavia le conversazioni sono andate avanti e la fragile tregua di tre settimane sembra reggere. Il tycoon ha proposto un nuovo piano per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma su questo Teheran non intende arretrare.
Washington punta sul tirare la corda economica: i depositi petroliferi iraniani si stanno riempiendo rapidamente e “dovranno iniziare a chiudere i pozzi, cosa che, secondo noi, potrebbe avvenire già la prossima settimana”, ha detto il segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent. Ha aggiunto che gli Usa ritengono che Teheran abbia incassato meno di 1,3 milioni di dollari dai pedaggi per il passaggio nello Stretto di Hormuz, ” una cifra irrisoria rispetto ai loro precedenti introiti giornalieri derivanti dal petrolio”. Intanto Trump – che è in un periodo delicato con gli alleati europei e ha annunciato che il ritiro dei soldati Usa dalla Germania sarà superiore a 5mila unità – deve fare i conti anche con il dissenso all’interno degli Stati Uniti. Secondo un sondaggio Abc News/Washington Post/Ipsos, il tasso di disapprovazione nei confronti del presidente ha raggiunto un nuovo massimo, cioè il 62%, in aumento di 2 punti rispetto a febbraio. Più della metà degli intervistati, il 66%, ha dichiarato di disapprovare il modo in cui Trump sta gestendo la guerra con l’Iran, il 72% dei partecipanti al sondaggio disapprova il modo in cui Trump sta gestendo l’inflazione e il 76% disapprova il modo in cui Trump sta gestendo il costo della vita negli Stati Uniti.
Intanto a Berlino il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha confermato che i missili da crociera Tomahawk non saranno dispiegati in Germania nel breve termine. “Gli americani al momento non ne hanno abbastanza”, ha spiegato durante un’intervista, aggiungendo che “oggettivamente dagli Stati Uniti c’è poca possibilità di fornire sistemi di questo tipo”. Il piano, concordato nel 2024 con l’amministrazione guidata da Joe Biden, puntava a rafforzare la deterrenza tedesca in attesa di capacità europee autonome. Nonostante lo stop, Merz ha precisato: “Il treno non è partito”, lasciando aperta la possibilità di una futura attuazione. Il cancelliere ha inoltre escluso collegamenti politici con le tensioni tra Berlino e Washington: “Non c’è alcun rapporto” tra la mancata fornitura e le sue posizioni critiche. I Tomahawk, con capacità di lungo raggio in grado di raggiungere la Russia, restano al centro del dibattito sulla sicurezza europea e sul rafforzamento del fianco orientale della Nato.
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