Toscana

il cuore dell’inclusione premia il dottor Alberto Brandi














Ci sono premi che celebrano il successo. E poi ci sono premi che celebrano l’anima.
Il prossimo 10 giugno, nello storico scenario del Teatro Petrarca di Arezzo, andrà in scena una serata speciale: “Arezzo, la Terra dei Grandi”, l’evento ideato dalla società calcistica Olmoponte Santa Firmina per premiare le eccellenze del territorio e, al tempo stesso, raccogliere fondi per un obiettivo concreto e pieno di significato: acquistare un pulmino per i ragazzi del progetto inclusivo Calcio Champagne e del Dream Team.
Tra i protagonisti della serata, accanto ad artisti e sportivi di grande rilievo, ci sarà anche il Dottor Alberto Brandi, veterinario stimato e professionista che, con la sua umanità e il suo impegno, rappresenta una delle eccellenze del territorio aretino.
Un riconoscimento che va oltre la professione. Perché, in fondo, chi cura con amore… lascia un’impronta.
Dottor Brandi, cosa significa per lei ricevere il premio “Arezzo, la Terra dei Grandi”?
“Ricevere un premio è sempre motivo di emozione, ma quando arriva dalla propria terra assume un valore ancora più profondo. Castiglion Fiorentino è il luogo delle mie radici, del mio lavoro, delle persone che incontro ogni giorno. Sapere che il mio impegno venga riconosciuto in una serata così importante e con una finalità sociale così forte, mi onora enormemente”.
Lei è conosciuto e apprezzato come veterinario. Quanto conta, nel suo lavoro, la componente umana oltre a quella professionale?
“Conta tantissimo. Curare un animale significa anche prendersi cura della famiglia che gli sta accanto. Gli animali sono parte integrante della nostra vita affettiva. Il veterinario non si occupa solo della salute fisica, ma entra in una dimensione emotiva molto delicata. Servono competenza, certo, ma anche ascolto, sensibilità ed empatia”.
Quest’anno il premio si lega a una realtà straordinaria come quella dell’Olmoponte Santa Firmina e dei progetti “Calcio Champagne” e “Dream Team”. Conosce questa iniziativa?
“Ne ho sentito parlare e trovo sia meravigliosa. Lo sport può essere una forma potentissima di terapia, di inclusione, di crescita e di libertà. Sapere che ragazzi con difficoltà cognitive, molti dei quali autistici, possano vivere il calcio come veri tesserati FIGC, come atleti a tutti gli effetti, è qualcosa di straordinario. È una rivoluzione culturale prima ancora che sportiva”.
Da cinque o sei ragazzi agli attuali cinquanta: una crescita che racconta un piccolo miracolo sociale…
“Sì, e i miracoli non avvengono mai per caso. Dietro c’è visione, sacrificio, amore e tanto lavoro. Quando una società sportiva decide di andare oltre il risultato e di investire nell’essere umano, accadono cose incredibili. Questi ragazzi insegnano più di quanto ricevono”.
Durante la serata saranno proprio loro i protagonisti: pittori, musicisti, cantanti, attori, presentatori…
“Ed è bellissimo. Perché troppo spesso si guarda solo al limite e non al talento. Invece ogni persona ha dentro un dono. Dare spazio a questi ragazzi significa dare voce alla loro unicità. E credo che quella sera saranno loro a regalare emozioni autentiche a tutti”.
Tra gli ospiti attesi ci saranno grandi nomi come Ciccio Graziani, Roberto Fabbriciani, Mario Cassi e persino un videomessaggio di Fiorello. Quanto è importante che personaggi noti sostengano queste iniziative?
“È fondamentale. La notorietà, quando viene messa al servizio di cause nobili, può amplificare messaggi importanti. Può attirare attenzione, sensibilizzare, aiutare concretamente. Ma soprattutto può accendere una luce su realtà che meritano di essere conosciute”.
Accetterà il premio?
“Con grande gratitudine e con emozione. E soprattutto con il desiderio di conoscere personalmente questi ragazzi e stringere la mano a chi ha reso possibile tutto questo. Sarà un onore esserci”.
La serata del 10 giugno non sarà soltanto un evento.
Sarà un abbraccio collettivo. Sarà il racconto di una città che sceglie di premiare il talento, la solidarietà e l’inclusione. Sarà il momento in cui lo sport incontrerà l’arte, la musica, il sociale e il cuore.
E in quel cuore, tra le eccellenze premiate, batterà anche il nome del Dottor Alberto Brandi.
Un uomo che, curando gli animali, ha saputo curare anche il legame più profondo tra sensibilità e professione. Perché Arezzo è davvero terra di grandi. Ma, forse, ancora di più… terra di grandi anime.

























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