Tigers Jaw – Lost On You
Pop punk per cuori teneri. I Tigers Jaw sondano il lato più “morbido” del genere nelle undici tracce della loro settima fatica in studio intitolata “Lost On You”, che arriva ben cinque anni dopo il precedente album “I Won’t Care How You Remember Me”. La band statunitense non stravolge il suo sound, ormai ben consolidato in una carriera che prosegue da due decenni pieni, ma sembra quasi voler abbassare leggermente le dinamiche, dando maggior risalto ad atmosfere a tratti dolci, a tratte malinconiche.

Alla base dell’opera troviamo un pop punk maturo e riflessivo, innervato da screziature emo e indie rock, che bene o male si ripete nella medesima formula in tutti i quasi quaranta minuti del disco. Le tastiere, sempre presenti ma mai invadenti, “smussano” quanto basta gli angoli delle chitarre elettriche, mentre i frequentissimi intrecci armonici fra le voci di Brianna Collins e Benjamin Walsh infondono profondità e ricchezza al curatissimo comparto melodico dell’album, forte anche di questo bel contrasto femminile/maschile che è da sempre una prerogativa del quintetto di Scranton.
Il produttore Will Yip modella un ottimo sound ben definito e d’impatto – oserei dire persino potente, nonostante la ricetta un po’ “annacquata”. E già, qui sta la fregatura: perché “Lost On You” è un disco che vive di molte luci ma anche di diverse ombre, molte delle quali concentrate in una certa ripetitività di stili e mood.
La musica dei Tigers Jaw non “morde” come dovrebbe: il loro pop punk risulta leggermente sfiatato e la componente emo, che dovrebbe aggiungere spessore e intensità al tutto, suona davvero poco incisiva, nonostante le sorprendenti sfumature shoegaze che caratterizzano l’ottima “Staring At Empty Faces”.
Alla fine si resta con un disco che vorrebbe a tutti i costi farci emozionare ma raramente riesce a cogliere nel segno, pur con i buoni risultati ottenuti con brani di pregevole fattura quali “Primary Colors”, “Head Is Like A Sinking Stone”, “Anxious Blade” e “Lost On You”.
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