Sardegna

Continuità aerea a rischio. Salvini avvisa: possibili rincari nei voli per i residenti

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, è intervenuto nella giornata di ieri presso la Camera dei Deputati per un Question Time dedicato alla crisi dei trasporti e ai rincari energetici che stanno colpendo il settore dell’aviazione. Durante la seduta parlamentare, il titolare del MIT ha affrontato il tema delicato della continuità territoriale aerea, spiegando che, nonostante gli sforzi profusi dal governo per mantenere stabili i prezzi, non è più possibile escludere categoricamente un futuro adeguamento al rialzo delle tariffe dei biglietti. Le compagnie aeree, spinte da un raddoppio dei costi del jet fuel, stanno infatti esercitando forti pressioni per una revisione dei contratti di servizio, una situazione che riguarda da vicino i collegamenti con la Sardegna, ma anche con la Sicilia, la Calabria e altre regioni periferiche del paese. Salvini ha sottolineato che, sebbene finora gli aumenti per i residenti siano stati congelati, la tenuta del sistema a lungo termine appare incerta a causa dei vincoli normativi europei e della volatilità dei mercati internazionali, pesantemente influenzati dalle tensioni geopolitiche che interessano rotte commerciali strategiche come lo stretto di Hormuz.

Sul fronte della logistica e della sicurezza del servizio, il ministro ha tuttavia fornito rassicurazioni puntuali riguardo alla disponibilità energetica nazionale per il prossimo futuro. In base ai dati del monitoraggio costante effettuato in coordinamento con l’ENAC e il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, le scorte di carburante per l’aviazione in Italia sono attualmente garantite per l’intero mese di maggio 2026. Questa riserva strategica assicura la piena operatività degli aeroporti e la regolarità dei voli nel breve periodo, allontanando il rischio di interruzioni immediate del traffico aereo. Per mitigare l’impatto economico sui passeggeri e sulle imprese, l’esecutivo ha ribadito l’intenzione di sollecitare le istituzioni della UE affinché vengano sospesi o rivisti temporaneamente alcuni pilastri della transizione ecologica europea, come il sistema di tassazione ETS e i parametri del Green Deal, giudicati in questa fase un aggravio eccessivo per un settore già messo a dura prova dall’instabilità dei costi operativi.


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