Emilia Romagna

Israele ferma la Flotilla, in migliaia in piazza per gli attivisti bolognesi


Nella serata di giovedì 30 aprile, migliaia di persone si sono radunate in Piazza Nettuno a Bologna per esprimere solidarietà agli attivisti della Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria diretta a Gaza intercettata nella notte tra il 29 e il 30 aprile dalla marina militare israeliana in acque internazionali, a ovest dell’isola di Creta. Tra i fermati c’è anche Angela, giovane attivista bolognese dei Municipi Sociali, e il fotografo Max Cavallari.

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Il presidio, organizzato in meno di 24 ore, ha visto la partecipazione di numerose realtà bolognesi: dai Municipi Sociali a Sinistra Italiana Bologna, dall’Ugs (Unione degli Studenti) al collettivo Labas, fino alla Rete dei Comunisti, Usb, Pap, Osa e Cambiare Rotta. Un appuntamento convocato d’urgenza dopo la notizia dell’intercettazione delle imbarcazioni e dell’arresto di oltre 175 attivisti, tra cui 24 italiani.

“Un atto di pirateria”

A scendere in piazza anche Martina, attivista dei Municipi Sociali: “Abbiamo indetto questo presidio dopo il deliberato atto di pirateria compiuto dal governo israeliano nei confronti della seconda missione della Global Sumud Flotilla, dove sono imbarcati anche Angela e Francesco, due compagni dei municipi sociali.” Martina ha ribadito l’obiettivo della mobilitazione: rompere il silenzio mediatico attorno alla situazione a Gaza e denunciare quella che i manifestanti definiscono la complicità dei governi europei.

Israele blocca le navi della nuova Flotilla dirette a Gaza: 24 italiani arrestati. Meloni: “Liberazione immediata”

La vicenda della Flotilla

La Global Sumud Flotilla era partita domenica 26 aprile dalla Sicilia con 58 imbarcazioni e oltre 400 attivisti a bordo, con l’obiettivo di portare aiuti umanitari a Gaza e forzare il blocco israeliano. Nella tarda serata di mercoledì, alcune motovedette militari israeliane hanno circondato la flottiglia in acque internazionali, a circa settanta miglia da Creta. Secondo quanto riportato dagli organizzatori, i militari avrebbero puntato laser e armi semiautomatiche contro i partecipanti, ordinando loro di spostarsi a prua e mettersi in ginocchio. 21 delle 58 imbarcazioni risultano intercettate, e circa 175 attivisti sono stati trasportati su navi militari israeliane dirette al porto di Ashdod.

Il governo italiano, riunito d’urgenza con la premier Meloni, i ministri Tajani e Crosetto e il sottosegretario Mantovano, ha condannato il sequestro e chiesto la liberazione immediata dei cittadini italiani fermati, definendo l’operazione una violazione del diritto internazionale.

Bologna non tace

In piazza, i manifestanti bolognesi hanno risposto con determinazione. “Vogliamo rompere il silenzio dei media”, ha affermato Martina, “oggi in piazza e anche con l’operazione della flottiglia.” Una mobilitazione spontanea e trasversale che nella stessa serata ha attraversato decine di città italiane con un’unica richiesta: la liberazione immediata di tutti gli attivisti fermati in mare.

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