Grazia Minetti, Sisto: “Se nuovo parere negativo, atto nullo non revoca”
“Non c’è una delega, il ministero della Giustizia riceve dalla Presidenza della Repubblica l’istanza con i documenti che trasmette alla Procura Generale per le indagini e attività di verifica di quelli che sono i presupposti della domanda (di grazia, ndr). La Procura Generale ha autonomia ampia, assoluta, di poter decidere quali sono le migliori indagini per poter raggiungere l’obiettivo di istruire la pratica che è stata poi è sottoposta alla Procura Generale, (con parere, ndr) non vincolante e poi del Ministero della Giustizia, con parere obbligatorio ma non vincolante, quindi non c’è nessuna delega”. Così il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, spiega l’iter tecnico che ha portato alla concessione della grazia da parte del Presidente Mattarella a Nicole Minetti.
Sisto parla a margine della presentazione della decina edizione del ‘Rapporto sull’Avvocatura’ a Montecitorio. Evento al quale era annunciata la presenza anche del Ministro Carlo Nordio che però ha dato forfait.
Il vice di Nordio replica anche alle dichiarazioni della Procura Generale di Milano, che nella giornata di ieri ha parlato di ‘delega del Ministero che è una delega classica, attivata in casi simili, né più né meno’. “Una delega significa che tu devi fare le indagini al posto mio. Non c’è un’attività del Ministero che si ingerisce in quella di chi deve effettuare le indagini”. L’altra replica di Sisto riguarda il fatto che sempre la Procura Generale di Milano, ha affermato che il Ministero della Giustizia ha ritenuto gli accertamenti su Minetti “idonei” non richiedendo un supplemento d’indagine. “Qui partiamo da un presupposto indimostrato – ovvero – che un’inchiesta giornalistica, pur lodevole, il giornalismo d’inchiesta va incoraggiato costituita distillato di verità. Ora la Procura verificherà le informazioni e le notizie che sono state date da quella inchiesta giornalistica e verificare se sono idonee per la loro natura a intaccare il procedimento di grazia. Potrebbe anche accadere – sottolinea il viceministro – che ci siano difformità marginali che non sono tali da inficiare quella che è stata la scelta del primo parere (della Procura generale, ndr), del secondo parere (del Ministero della Giustizia, ndr) e del presidente della Repubblica. Dagli approfondimenti capiremo molto.
Ma chi ha materialmente gestito il dossier ‘Minetti’ al Ministero della Giustizia, il ministro Nordio o la sua ex capo di Gabinetto Giusi Bartolozzi? “E’ chiaro che il Ministro è responsabile di ogni pratica che sottoscrive, che poi possa essere stato gestito dagli uffici materialmente, io non avendo deleghe sulla grazia, la mia è soltanto un’intuizione formale. Tutto quello che firma il Ministro è noto al Ministro”.
Un caso senza precedenti. “Non lo so – risponde Sisto – di certo non è gradevole che questo sia accaduto per una domanda di grazia”. Potrebbe essere revocato la grazia? “Non ho idea se possa essere revocata. Giuridicamente, sempre astrattamente, (qualora arrivasse un parere nuovo e negativo da parte della Procura Generale di Milano dopo i nuovi accertamenti in corso, ndr) forse più ad un procedimento amministrativo nullo per mancanza dei presupposti, più che di un provvedimento di revoca.
Resta il fatto clamoroso di come non si sia indagato se all’estero, vive ormai dal 2019, Nicole Minetti avesse realmente cambiato vita. “Le opinioni restano opinioni, le indagini sono state effettuate, io non le conosco e sono convinto che sono state fatte con coscienziosità. Se ci sono elementi che sono sopravvenuti che hanno poi in qualche modo minato questa scelta della Procura di fare le indagini, questo lo vedremo. Ma le indagini sono state fatte da una Procura, una autorevolissima Procura”.
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