Campania

Cpr, “Struttura da 43 milioni di euro è sperpero di risorse, si utilizzino per vere necessità”


Il progetto per la costruzione di un nuovo Centro di Permanenza per i Rimpatri (CPR) a Castel Volturno finisce nel mirino del Movimento 5 Stelle. “Il piano imposto dal Governo Meloni e dal Ministro Piantedosi non rappresenta una soluzione al tema migratorio, ma un pericoloso manifesto ideologico fondato sullo spreco di denaro pubblico”, a denunciarlo è Danilo Della Valle, eurodeputato del M5S.

L’esponente dei 5 Stelle poi si sofferma sull’appalto da 43,3 milioni di euro previsto per la struttura: “Le cifre di questo progetto sono uno schiaffo ai cittadini. Parliamo di una capienza di soli 120 posti per un costo folle di circa 360.000 euro per ogni singola unità”.

L’europarlamentare definisce l’opera come “l’ennesimo sperpero di risorse pubbliche per finanziare una struttura ispirata al modello del ‘confinamento’, un buco nero dei diritti che non aumenta i rimpatri ma esaspera solo le tensioni sociali, nascondendo l’incapacità gestionale della destra dietro colate di cemento e filo spinato”.

Un punto centrale della denuncia riguarda l’impatto ambientale su un’area di pregio naturalistico. “Vogliono cementificare 63 ettari del Parco umido La Piana, una riserva protetta dalle direttive europee e fondamentale per la biodiversità”.

E aggiunge: “Sacrificare l’ambiente in deroga alle normative paesaggistiche è una follia che non permetteremo. Come Movimento 5 Stelle, porteremo immediatamente questa aggressione al territorio all’attenzione delle Istituzioni Europee, chiedendo un intervento a tutela dell’area”.

Infine l’esponente del M5S rilancia la necessità di investimenti alternativi per la comunità locale: “Castel Volturno ha bisogno di servizi, presidi di legalità, bonifiche e rilancio turistico, non di essere ulteriormente militarizzata. Quei 43 milioni di euro devono essere usati per investimenti reali. Per questo facciamo fronte comune con i cittadini, le istituzioni, le associazioni e la Diocesi locale per fermare un’opera che rappresenta solo un’offesa per l’intero territorio”.


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