lo scatto “impossibile” di Daniele Celestini
Un’osservazione eccezionale a lunghissima distanza, realizzata dal Pratomagno, sta facendo il giro dei social. A documentarla è uno scatto di Daniele Celestini, effettuato venerdì 24 aprile 2026 dalla Croce del Pratomagno con un teleobiettivo.
Nella fotografia, spiega l’autore, si distinguono alcune cime delle Alpi Marittime: in particolare il Monte Gèlas (a circa 345 chilometri di distanza) e il Monte Clapier (circa 343 chilometri), oltre al massiccio del Monte Mongioie (circa 315 chilometri).

Si tratta di rilievi che, in condizioni ordinarie, non risultano visibili da quel punto di osservazione: “Normalmente sono nascosti dalla curvatura terrestre e dai rilievi intermedi”, racconta Celestini. A rendere possibile la visione, nonostante una leggera foschia, sarebbero state le particolari condizioni presenti al tramonto di venerdì.
Il fenomeno è legato alla rifrazione atmosferica: in presenza di situazioni come un’inversione termica, la luce può deviare più del normale, “estendendo” di fatto l’orizzonte visibile e permettendo l’osservazione di montagne a distanze eccezionali.

Per l’identificazione delle cime, Celestini ha effettuato una verifica tecnica: “L’identificazione dei rilievi è stata controllata tramite una simulazione del profilo orografico con il software Udeuschle, utilizzando parametri di rifrazione coerenti con le condizioni osservate”. Allo scatto originale, l’autore ha affiancato anche immagini di confronto.
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