Toscana

La sfida è formare talenti e creare lavoro

Grosseto. Un sistema universitario radicato nel territorio, capace di formare competenze utili e trattenere talenti: è questa la proposta al centro dell’incontro promosso dal gruppo consiliare Noi Moderati, Civici Popolari e Udc, Libertà e Democrazia, dedicato al rilancio della formazione in Maremma.

Durante il confronto, Amedeo Gabbrielli, Angela Amante, Gianluigi Ferrara, Barbara Chelli e Barbara Caruso hanno indicato una direzione precisa: rafforzare e specializzare l’offerta universitaria locale, superando modelli generalisti e puntando su percorsi strettamente collegati alle vocazioni del territorio.

L’obiettivo è costruire una presenza universitaria più incisiva e riconoscibile, orientata a settori chiave per la Maremma: sostenibilità ambientale e gestione del territorio, turismo e valorizzazione del sistema costiero, filiere agroalimentari, sanità territoriale e formazione infermieristica. Un’offerta mirata, capace di rispondere alle esigenze delle imprese e di creare reali opportunità occupazionali.

«Dobbiamo investire su un sistema universitario che non sia scollegato dal contesto locale – sottolineano Gabbrielli, Ferrara e gli altri rappresentanti –. La formazione accademica deve diventare un motore diretto di sviluppo, in grado di creare professionalità coerenti con il nostro tessuto economico e sociale».

Punto qualificante della proposta è anche il metodo didattico: le lezioni devono svolgersi esclusivamente in presenza, con un’impostazione concreta e operativa. Spazio quindi a simulazioni, tirocini, laboratori esperienziali e attività pratiche costruite su casi reali del territorio, con il coinvolgimento diretto delle imprese e dei professionisti. Un modello formativo che avvicini realmente gli studenti al mondo del lavoro fin dal percorso universitario.

Elemento centrale resta infatti l’integrazione tra università e sistema produttivo: co-progettazione dei corsi, stage qualificati e collaborazione continua con le realtà locali, per trasformare la formazione in un vero motore di crescita.

Accanto all’università, resta strategico il ruolo degli Its, in un sistema integrato capace di offrire diversi livelli di specializzazione, ma un’unica direzione: creare lavoro qualificato in Maremma.

In questo quadro, per gli esponenti politici sarebbe opportuno orientare maggiormente le risorse disponibili verso la qualità dell’offerta formativa piuttosto che verso la sua mera estensione quantitativa. Esiste infatti il rischio che l’attivazione di numerosi corsi con limitata partecipazione comporti una dispersione delle risorse, a discapito di percorsi maggiormente strutturati e qualificanti. In tale prospettiva, si potrebbe valutare l’attivazione di corsi di alta cucina altamente specializzanti, in continuità con il percorso degli studenti degli istituti alberghieri, al fine di rafforzarne le competenze professionali e favorirne un più efficace inserimento nel mercato del lavoro.

In questo percorso assume un valore decisivo anche il rafforzamento del “marchio Maremma”: un’identità territoriale forte, riconoscibile e competitiva, da costruire anche attraverso la formazione. Università e sistema formativo diventano così strumenti per valorizzare le eccellenze locali, promuovere il territorio e consolidarne l’attrattività, sia per i giovani sia per investimenti e nuove imprese.

La visione è chiara: fare della Maremma un laboratorio di sviluppo integrato, in cui università, imprese e identità territoriale lavorino insieme. Un modello capace di trasformare la formazione in leva strategica per crescita economica, occupazione e valorizzazione del territorio.


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