Borghi della Calabria, la rigenerazione… artigiana. Le botteghe come alternativa alla fuga
Il conflitto col destino rappresenta la trama unica di un viaggio senza ritorno che la Calabria affronta da anni. In tempi di crollo delle nascite non c’è logica che tenga, non esistono certezze, soprattutto, per chi vive nelle aree più remote di questa terra. Lo spopolamento è come un’infezione che avanza con il suo carico di preoccupazione, ipotecando il futuro di questa nostra regione. La fuga dei giovani e la denatalità sono fattori che stanno cambiando i connotati del Sud in generale, deformando i caratteri di territori che non appaiono più gli stessi. Nei paesi dell’entroterra si soffre più che altrove l’isolamento e l’abbandono, con i ragazzi che partono e le famiglie che invecchiano e s’impoveriscono senza più ricambio generazionale. Il silenzio riempie soprattutto i piccoli agglomerati urbani, quelli delle case aggrappate ai costoni di roccia o spalmate in mezzo a campagne sempre più sole. È lì, in quei borghi sempre meno abitati, che l’Italia stenta ad arrivare. È lì, tra quella gente, che lo Stato ha deciso di arretrare.
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