Verified by Spotify: il badge per artisti reali contro l’AI
Nell’era in cui chiunque può pubblicare musica generata dall’intelligenza artificiale su Spotify, la piattaforma ha deciso di mettere un segno di distinzione tra gli artisti in carne e ossa e tutto il resto. Si chiama Verified by Spotify ed è un badge con spunta verde che inizierà ad apparire sui profili artista nelle prossime settimane.
Spotify lo presenta come una risposta concreta al problema dell’autenticità in un catalogo che conta milioni di profili, molti dei quali sono content farm o personaggi artificiali creati apposta per generare stream passivi.
Per ottenere il badge, un artista deve soddisfare tre criteri principali, secondo quanto riportato dall’azienda stessa:
- Attività e ascolti costanti nel tempo, non picchi isolati di streaming
- Rispetto delle policy della piattaforma
- Presenza identificabile come artista reale, anche fuori da Spotify: date di concerti, merchandise, profili social collegati
Il punto più interessante, e anche il più controverso, è l’ultimo: al lancio, i profili che rappresentano artisti o personaggi generati dall’AI non sono eleggibili alla verifica.
Spotify lo dice esplicitamente, aggiungendo però che il concetto di autenticità artistica è in rapida evoluzione e che l’approccio cambierà nel tempo.
La revisione non è automatica, infatti la società ha specificato che affianca ai criteri tecnici una valutazione umana, proprio per distinguere gli artisti in buona fede dagli attori in malafede.
Al lancio, Spotify garantisce che oltre il 99% degli artisti cercati attivamente dagli utenti sarà già verificato, per un totale di centinaia di migliaia di profili, la maggior parte dei quali indipendenti.
Non avere il badge al momento del lancio non significa essere esclusi per sempre: le verifiche avverranno su base continuativa.
In parallelo, Spotify sta introducendo in beta una nuova sezione informativa su tutti i profili artista, verificati o no. Funziona un po’ come le informazioni nutrizionali sugli alimenti: mostra dati concreti sull’attività dell’artista sulla piattaforma, come milestone di carriera, attività di pubblicazione e tour. La troveremo nella sezione “About” dell’app mobile nelle prossime settimane.
La mossa di Spotify arriva in un momento in cui la piattaforma sta già lavorando a strumenti di contesto sui brani come SongDNA e crediti AI: il badge è il tassello più visibile di una strategia più ampia per rendere trasparente l’origine della musica. Se funzionerà davvero dipenderà da quanto sarà rigorosa la revisione umana, che sulla carta sembra la parte più difficile da scalare su milioni di profili.
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