Calabria

Primo maggio in Calabria, Trotta (Cgil): “Serve un piano industriale che integri turismo, infrastrutture e sviluppo produttivo”

Sarà un primo maggio all’insegna non solo della rivendicazione ma anche della proposta quello che domani i sindacati Cgil, Cisl e Uil intendono celebrare in Calabria. Numerose le manifestazioni in programma: quella di rango regionale si terrà in mattinata al porto di Gioia Tauro.

«Si tratta di una scelta unitaria», ha detto oggi il segretario generale della Cgil Calabria, Gianfranco Trotta, parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa a Catanzaro. «Il porto di Gioia Tauro – ha aggiunto Trotta – rappresenta una scelta simbolica e strategica: da qui vogliamo lanciare un messaggio di unità dei sindacati, perchè la Calabria ha bisogno di fare squadra, al di là delle differenze a livello nazionale. Gioia Tauro poi è una punta d’eccellenza da cui ripartire. L’obiettivo – ha rimarcato il segretario della Cgil calabrese – è rendere operativo il retroporto, così che le merci in arrivo possano fermarsi sul territorio, essere lavorate e contribuire concretamente allo sviluppo economico regionale e alla creazione di lavoro stabile, dignitoso e strutturato».

“Un piano industriale che integri turismo, infrastrutture e sviluppo produttivo”

Secondo Trotta, «per la Calabria serve un vero piano industriale che integri turismo, infrastrutture e sviluppo produttivo, evitando interventi casuali e costruendo invece una strategia capace di garantire stabilità e occupazione duratura. Si faccia un progetto che dia stabilità e dia opportunità ai giovani di rimanere in Calabria: non c’è reddito di merito che basti per trattenerli senza un piano ‘industrialè. Oggi – ha fatto rilevare – molti restano in Calabria per studiare, ma poi sono costretti ad andare via per mancanza di opportunità, servizi e prospettive. Questo alimenta lo spopolamento delle aree interne e la perdita di competenze fondamentali per il territorio».

Infine, secondo Trotta, «temi come sanità, lavoro e sviluppo devono essere affrontati con una visione non più legata alle scadenze elettorali, perchè altrimenti hanno il fiato corto. La politica – ha aggiunto – deve assumersi la responsabilità di sedersi attorno a un tavolo per un confronto stabile con sindacati e parti sociali, per costruire un progetto strutturale capace di guardare al futuro della Calabria oltre gli interessi immediati ed elettorali. Se uno lavora bene – ha concluso il segretario della Cgil Calabria – gli obiettivi elettorali arrivano, a prescindere».


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