Superga, il 4 maggio della memoria: il popolo granata in pellegrinaggio per gli Invincibili
Superga, settantasette anni dopo. Oggi è il 4 maggio, data speciale che più speciale non si può per i tifosi del Toro. Il popolo granata si è messo in marcia fin dalla prima mattina per raggiungere il colle dove il 4 maggio 1949 l’aereo I-Elce di rientro da Lisbona si schiantò contro il terrapieno della basilica scrivendo in un istante la parola fine alla squadra più forte del mondo. Il presidente Urbano Cairo assente sia alla messa che alla commemorazione

Il pellegrinaggio del 4 maggio

Da quel momento, Superga è diventata metà di un pellegrinaggio laico che ha il suo apice proprio con la processione del 4 maggio, lo stesso giorno. Le celebrazioni sono sempre le stesse: la Messa officiata alle 17,03, l’ora della sciagura, e al termine la lettura dei nomi dei caduti da parte del capitano della squadra contemporanea, oggi come un anno fa Duvan Zapata.


Sciarpe, gemellaggi e memoria condivisa
Il borsino del Grande Torino, al Colle, vede oggi in aumento la collezione di sciarpe proprio ai piedi della lapide: nel mucchio compaiono nomi noti e squadre meno conosciute, dal Real Madrid al Cork City e al Birmingham, e poi in ordine sparso pressoché tutta la serie A, dai “gemelli” del Genoa e della Fiorentina, fino alle Brigate Gialloblù del Verona, che pur hanno rapporti turbolenti con gli ultras del Toro. Ma si sa, Superga ha un sapore quasi mistico che travalica tutto, tensioni terrene comprese.
Tra fede granata e quotidianità
E poi ci sono tanti amici a quattro zampe ad accompagnare i padroni spesso in maglia granata. La stessa tenuta di Luciano, il primo a scalare il colle in bicicletta, che non è proprio un’impresa da tutti..
Striscioni contro Cairo


Lungo la salita verso il colle compaiono anche striscioni di protesta. Tra questi, uno recita: “Rispetto per le nostre leggende, disprezzo per chi le offende”, messaggio rivolto alla società e in particolare al presidente Urbano Cairo. Segno che, anche nel giorno della memoria, una parte del tifo non rinuncia a far sentire la propria voce.
Il momento più atteso
Il grande afflusso di appassionati, con il consueto passaggio di testimone di un patrimonio orale che cresce anziché disperdersi, avverrà nel pomeriggio. Poi il momento clou della Messa e della lettura dei nomi degli Invincibili. E ai più, come sempre, occorrerà tenere un fazzoletto a portata di mano.
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