Storia e destino della Venezia Giulia (1940-1954)
Dal 2023 ad oggi Giovanni Stelli, presidente della Società di studi fiumani, e Marino Micich, direttore dell’Archivio Museo storico di Fiume con sede a Roma, hanno pubblicato con importanti case editrici ben quattro libri dedicati alla storia della Venezia Giulia, di Fiume e della Dalmazia nella prima metà del Novecento.
Un secolo definito con successo “il secolo breve” dallo storico inglese Eric Hobsbawm in un suo brillante saggio storico pubblicato nell’ormai lontano 1994.
Stelli e Micich, con la pubblicazione di saggi storici ben documentati, hanno voluto contribuire a migliorare la conoscenza degli eccidi di una decina di migliaia di italiani da parte dei comunisti jugoslavi (le cosiddette “foibe”) avvenuti soprattutto dopo la Seconda guerra mondiale e il dramma del grande esodo di circa 300.000 italiani dalle terre istriane, fiumane e dalmate.
Le foibe furono in sostanza un caso di epurazione preventiva che, assieme alla persecuzione violenta della classe borghese, di quella imprenditoriale e dei religiosi, caratterizzò l’avvento del regime comunista jugoslavo nelle terre giuliane dopo il 1945.
Il volume Foibe, Esodo, Memoria, edito da Aracne nel 2023, contiene quattro saggi a cura di Giovanni Stelli, Marino Micich, Pier Luigi Guiducci ed Emiliano Loria, che analizzano la questione delle foibe (senza dimenticare di ricordare le violenze subite dalle popolazioni slave e dai religiosi), il fenomeno dell’esodo giuliano-dalmata nella sua dimensione storica e infine l’importanza di tramandare la memoria di tali eventi per lunghi decenni dimenticati.
Perché il Giorno del Ricordo. La frontiera giuliana dai conflitti del passato al dialogo europeo. La legge n. 92/2004 compie vent’anni (Aracne 2024), con prefazione di Gianni Oliva, è stato concepito dagli autori Stelli e Micich per ribadire, con una serie di argomentazioni, l’importanza di un provvedimento legislativo votato ormai più di vent’anni fa in Parlamento da un’ampia maggioranza politica.
Alla Camera la legge fu approvata con 502 voti a favore e solamente 15 contrari, quest’ultimi appartenenti a Rifondazione comunista e ai Comunisti italiani di Rizzo e Diliberto. Votò, invece, a favore delle legge anche il deputato della minoranza slovena in Italia Milos Budin.
Il libro tratta con documentata sintesi, oltre alla genesi della legge n. 92 e la volontà con essa di porre rimedio a decenni di oblio, la lotta antifascista e antinazista in Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945, il carattere plurietnico di quel territorio e a seguire gli episodi delle foibe, delle deportazioni degli ebrei, le persecuzioni da parte del Movimento popolare di liberazione jugoslavo, la lotta armata e infine l’esodo degli italiani.
Gli altri due libri di Marino Micich, editi da Mursia, Togliatti, Tito e la Venezia Giulia. La guerra, le foibe, l’esodo (1943-1954) e Fiume, Addio! L’epopea fiumana dalla Seconda guerra mondiale all’esodo (1940-1954), hanno riscosso in poco tempo un notevole successo di pubblico e un riscontro positivo dalla critica e dai media.
Il primo narra specificatamente il ruolo politico e militare del PCI, guidato da Palmiro Togliatti, in Venezia Giulia durante la guerra e nei lunghi anni del secondo dopoguerra. Il saggio di Micich si apre con una frase molto significativa di Luciano Violante ripresa da “Il Giornale” del 27 gennaio 2024: Il Partito Comunista Italiano sbagliò a tacere sull’Istria. C’è una grande responsabilità del PCI per il silenzio sull’esodo dall’Istria, da Fiume e dalle coste dalmate. Ciò accadde perché il confine ideologico è prevalso su quello geografico.
In effetti Togliatti e il suo gruppo dirigente decisero in quel tempo per motivi ideologici di sostenere in tutti i modi l’annessione da parte dalla Jugoslavia di Tito di tutta la Venezia Giulia e persino l’autonomia della città di Trieste.
Una storia politica certamente complessa e assai controversa quella dei comunisti italiani (che comprende l’eccidio di Malga Porzus nel febbraio del 1945, i progetti di estendere la rivoluzione armata comunista in Italia a guerra finita e il sostegno a una Trieste autonoma e avulsa dallo Stato democratico italiano) che l’autore narra e sviluppa con l’ausilio di fonti storiche e documentali di primaria importanza raccolte in tanti anni di ricerche negli archivi del PCI, di Belgrado e di Fiume-Rijeka.
Infine, con Fiume, Addio!, edito nel gennaio del 2026, Micich ricostruisce in un arco di tempo di circa quindici anni la storia e il destino della città quarnerina e della sua gente durante e dopo la Seconda guerra mondiale.
Fiume, nota al grande pubblico grazie all’epica Impresa dannunziana (1919-1920), dopo l’occupazione jugoslava conobbe un periodo di grave persecuzione politica da parte del regime comunista jugoslavo, che provocò 650 vittime a guerra finita e nel giro di cinque anni l’esodo di ben 38.000 fiumani.
In conclusione queste opere rappresentano un importante contributo alla memoria storica di territori a lungo contesi; vogliono inoltre invitare i giovani ricercatori europei a conoscere e a esplorare vicende storiche e politiche complesse che purtroppo, in molti ambienti culturali e politici, sono ancora oggetto di narrazioni parziali e strumentali a fini ideologici.
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