Lazio

ecco la “geografia dello spaccio” di Roma Est

Non più roccaforti isolate, ma una rete dinamica che si muove tra giardini pubblici e palazzi popolari. È la nuova geografia dello spaccio nella periferia est della Capitale, emersa dall’ultima operazione dei Falchi della Polizia di Stato, che nelle scorse ore ha portato a sette arresti e alla segnalazione di quattro acquirenti.

Un intervento mirato, quasi chirurgico, che ha acceso i riflettori su modalità sempre più flessibili e difficili da intercettare, dove la droga cambia nascondiglio e strategia con rapidità.

Nel quadrante di Piazza Sempione, il traffico si muoveva tra alberi e vialetti. Qui due giovani avevano organizzato un sistema “a staffetta”: uno recuperava le dosi nascoste nella vegetazione, l’altro curava i contatti con i clienti e la consegna. Un meccanismo rodato, interrotto dagli agenti proprio durante uno scambio.

Scenario diverso ma stesso copione al Quarticciolo, dove lo spaccio si nasconde tra i dettagli dell’edilizia popolare. In questo caso la cocaina veniva occultata all’interno di un mattone forato, pronta per essere recuperata al momento della vendita. Due i canali smantellati dagli investigatori, con tre acquirenti identificati e segnalati.

La situazione più tesa si è registrata a Tor Bella Monaca, dove i pusher hanno tentato anche la fuga e la resistenza. Un giovane è stato bloccato mentre cercava di disfarsi di un “deposito” improvvisato: un calzino contenente decine di dosi di cocaina.

Poco distante, una coppia operava con ruoli distinti – uno alla vendita, l’altro come vedetta – fino all’arrivo degli agenti. Nel tentativo di sottrarsi al controllo, uno dei due ha spruzzato spray al peperoncino contro i poliziotti, senza però riuscire a evitare l’arresto.

Il bilancio finale parla chiaro: sette persone fermate in flagranza per detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, quattro consumatori segnalati e diverse dosi sequestrate, insieme a contanti e strumenti utilizzati per l’attività illecita.

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