Intelligenza Artificiale a scuola, il 92% degli studenti la usa ma manca la guida dei docenti. Il sondaggio in Veneto

L’intelligenza artificiale è ormai parte integrante della vita degli studenti, ma la scuola fatica ancora a guidarne l’utilizzo. È quanto emerge dalla rilevazione “Studenti e Intelligenza Artificiale”, presentata il 28 aprile nel corso del seminario “Educare ad un uso consapevole e competente dell’intelligenza artificiale a scuola”, promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto.
Il sondaggio, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado statali e paritarie, ha coinvolto oltre 20.000 ragazzi, offrendo un quadro dettagliato su abitudini, consapevolezza e aspettative legate all’uso dell’IA.
Uso diffuso, spesso autonomo
Dai dati emerge che il 92,5% degli studenti utilizza strumenti di intelligenza artificiale: il 24,1% lo fa quotidianamente, mentre oltre il 52% ricorre a questi strumenti almeno una volta a settimana. Più di un quarto degli intervistati ammette di aver utilizzato chatbot come scorciatoia per svolgere i compiti.
L’utilizzo è in gran parte autonomo: il 72% usa l’IA per scopi personali e il 65% come supporto allo studio. Tuttavia, il coinvolgimento della scuola resta limitato: solo il 7% degli studenti dichiara di usare l’intelligenza artificiale perché richiesto dai docenti, e appena il 5,7% afferma di farne uso in classe con la supervisione degli insegnanti.
Consapevolezza e rischi: studenti divisi
Sul piano della consapevolezza, il 33% degli studenti si ritiene molto preparato e il 49% abbastanza. Tuttavia, emergono anche elementi di criticità: il 37% considera l’IA potenzialmente dannosa per sé e per la società, mentre il 28% non la percepisce come un rischio.
Un dato significativo riguarda la formazione: il 44% degli studenti afferma di aver appreso l’uso dell’intelligenza artificiale in modo autonomo, senza il supporto di figure esperte. Da qui nasce una richiesta chiara: il 72% degli intervistati è favorevole all’introduzione di corsi specifici a scuola.
Il ruolo della scuola: educare, non demonizzare
Ad aprire i lavori del seminario è stata Angela Riggio, dirigente dell’Ufficio II dell’USR Veneto, che ha sottolineato la necessità di un accompagnamento educativo strutturato. L’obiettivo non è respingere o demonizzare la tecnologia, ma sviluppare una comprensione critica e un uso responsabile.
La parte formativa è stata affidata al prof. Gabriele Benassi (Équipe Formativa Territoriale dell’USR Emilia-Romagna), che ha proposto una riflessione sull’importanza di guidare studenti e comunità scolastiche in questo nuovo scenario, evitando un utilizzo passivo basato esclusivamente su strumenti automatizzati.
Studenti protagonisti dei percorsi formativi
A sottolineare il valore dell’iniziativa è stato il Direttore generale dell’USR Veneto, Marco Bussetti, che ha evidenziato l’importanza del coinvolgimento diretto degli studenti nella progettazione dei percorsi formativi, come elemento centrale per promuovere una cittadinanza digitale consapevole.
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