Christian Kjellvander – Ex Voto/ The Silent Love: Un romantico cowboy svedese :: Le Recensioni di OndaRock
Sono passati vent’anni dalla raccolta “Cowboys In Scandinavia”, album della Fargo che sdoganò una serie di cantautori provenienti dalla scena folk nordeuropea (Svezia e Norvegia in particolare). Nel frattempo abbiamo preso confidenza con artisti come Nicolai Dunger, Thomas Dybdhal, Tobias Froberg o José Gonzales, mentre ai più attenti non sono sfuggiti nomi come Junip, Tarantula e Christian Kjellvander.
Autore di album country-noir dal raffinato equilibrio elettroacustico, cantante dalla voce profonda e vellutata, il malinconico poeta di Ystad Christian Kjellvander ritorna sotto i riflettori con un nuovo album, “Ex Voto/The Silent Love”, che completa una trilogia incentrata sul romanticismo nella sua accezione più sofferta e intima: i due capitoli precedenti sono stati pubblicati nel 2020 (“About Love And Loving Again”) e nel 2023 (“Hold Your Love Still”).
Prodotto dall’amico e collega Tobias Froberg, registrato in una vecchia casa nella campagna svedese, il nuovo album dell’artista scandinavo è il più aspro e dolente del trittico: apparentemente statico nel suo incedere slowcore–country, intriso di echi e riverberi, frutto di un’ingegnosa strategia in fase di registrazione. La voce di Kjellvander è filtrata da un impianto audio posto al centro della stanza e registrata con l’effetto eco creato dalle pareti, il tutto in presa diretta.
“Mi ha chiesto di chiederle di amarmi e così ho fatto, le colline giacevano silenziose, come la natura selvaggia davanti a noi, giacevi accarezzando dolcemente una piuma, mentre ci preparavamo a partire insieme”: sono sufficienti questa strofa e l’incedere malinconico e minimale della prima traccia “Love Of Another” per restare invischiati nelle maglie avvolgenti della voce dell’autore e dal pizzicare delle corde della chitarra elettrica, che riecheggiano come un’ultima richiesta d’amore e morte.
Sono ombre e fantasmi, i protagonisti delle struggenti ed eteree vibrazioni di “Hole In My Heart”, o delle solitarie e funeste trame chitarristiche di “It Can Heal You If You Let It”, ma la tavolozza cromatica di “Ex Voto/The Silent Love” è ben più ampia di quanto sembri a un primo ascolto. Sono infatti strappi noise ed echi gospel quelli che elevano la tensione emotiva della lunga odissea goth-folk di “The View Is Watching”, mentre all’elettronica è concessa un’incursione dai tratti inquietanti nella pur romantica e cavernosa “God Simple”, ed è accattivante l’imprevedibile e mutante fascino di “Deathrider”, brano che sgretola per un attimo le docili e ingannevoli sonorità dell’album.
Nessuna delle nove tracce è immune al continuo stato di tensione e conflittuale dei testi, o alle riecheggianti malinconiche e grevi sonorità, dove è percepibile perfino lo scricchiolio del pavimento di legno. Kjellvander si destreggia al pari di Leonard Cohen, immerso in un’atmosfera gotica mitteleuropea (“Obsession”) o con lo stesso incedere descrittivo del Nick Cave di “Ghosteen” (“Ex Voto”).
Grazie a un’ineccepibile potenza lirica (“Reasonable Love”), Christian Kjellvander sigilla uno dei dischi più riusciti della sua pur lunga carriera e lascia una decisa impronta nella musica cantautorale contemporanea.
“Per favore, lasciami prendermi cura delle tue esigenze, scopri di cosa ho bisogno e portamelo, non dobbiamo essere d’accordo, ma possiamo esserlo, quando cade la prima neve, siamo tutti sulla stessa barca”.
04/05/2026




