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Nuove icone Google Workspace: come cambiano Gmail, Drive e le altre app

Google sta per cambiare faccia a tutte le sue app di produttività, e questa volta il restyling è più radicale di quanto sembri. Secondo fonti vicine alla questione riportate da 9to5Google, l’intera suite Google Workspace riceverà nuove icone con effetto gradiente, già visto sulla G di Google, su Gemini, Google Foto e Maps.

Il punto più interessante non è l’estetica in sé, ma il problema che Google sta cercando di risolvere: le icone della generazione precedente si assomigliavano tutte troppo, condividendo gli stessi quattro colori aziendali in proporzioni quasi identiche. Distinguere Gmail da Meet a colpo d’occhio era diventato un esercizio di pazienza.

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Cosa cambia app per app

Gmail mantiene la classica busta con la M, leggermente più arrotondata, ma finalmente il rosso diventa il colore dominante. Gli altri tre colori Google restano, ma in secondo piano: è l’unica icona del nuovo set a conservarli tutti e quattro, e proprio per questo risulta più riconoscibile.

Google Drive perde il rosso e torna ai soli verde, giallo e blu, che rispecchiano i tre editor collegati. La forma esterna è un triangolo molto arrotondato, quasi tondeggiante, con un triangolo più netto al centro.

Per Docs, Sheets e Slides il principio è lo stesso di prima: un colore predominante per ciascuna. La novità è che Sheets e Slides passano all’orientamento orizzontale, un riferimento diretto a come si usano davvero queste app.

Google Meet subisce il cambiamento più vistoso: è ancora una videocamera, ma il giallo diventa il colore principale, una scelta non immediatamente ovvia. Google Chat adotta una bolla messaggio a forma di pillola con una sorta di sorriso, e il verde sembra un omaggio all’era Hangouts.

Google Calendar torna a un design skeumorfismo, con un riferimento esplicito ai vecchi calendari a strappo. Sparisce il contenitore quadricolore, torna il blu classico. È un passo indietro deliberato, e funziona.

Le altre app seguono la stessa logica: Google Tasks e Keep puntano sul blu, Forms abbandona il foglio di carta per le bolle a scelta multipla mantenendo il viola, Voice arrotonda le forme pur restando riconoscibile, Sites passa a un blu più chiaro con orientamento orizzontale.

Nel complesso, la direzione è quella giusta: più distinzione visiva, meno omologazione, icone che si riconoscono davvero in una schermata affollata. Se Google riuscirà a mantenere questa coerenza anche nelle versioni finali, sarà un miglioramento concreto per chiunque usi queste app ogni giorno, e non solo un esercizio di stile.


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