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9 satelliti segreti russi in orbita: cosa c’è dietro la mossa di Putin

Nei giorni scorsi la Russia ha messo in orbita una serie di satelliti militari senza fornire dettagli pubblici, alimentando così numerosi interrogativi sulla natura della sua missione. A rendere il caso ancora più interessante è il numero degli oggetti rilevati in orbita: fino a nove veicoli distinti, distribuiti su più traiettorie, in quella che appare essere un’operazione complessa e pianificata con attenzione. Ecco che cosa sappiamo.

La mossa della Russia

Come ha ricostruito il portale Defence Blog, il lancio è stato effettuato con un razzo Soyuz-2-1b partito dal cosmodromo militare di Plesetsk, con a bordo diversi satelliti destinati al ministero della Difesa russo.

I dati di tracciamento raccolti dalla U.S. Space Force hanno identificato fino a dieci oggetti collegati alla missione, tra cui stadi del razzo e carichi utili. L’aspetto più rilevante riguarda l’uso dello stadio superiore Volga, una piattaforma relativamente rara ma capace di riaccensioni multiple e manovre precise.

roprio grazie a questo sistema, i satelliti sarebbero stati distribuiti su due diversi piani orbitali, una scelta che consente di ampliare la copertura e migliorare la resilienza della rete. L’analisi delle traiettorie suggerisce una sequenza articolata: una prima serie di satelliti rilasciata dopo una manovra di circolarizzazione, seguita da un cambio di inclinazione orbitale e dal rilascio di un secondo gruppo più numeroso.

Alcuni oggetti, inoltre, mostrano orbite ellittiche in rapido decadimento, compatibili con resti del lancio. Il fatto che Mosca non abbia diffuso informazioni sui satelliti, classificati genericamente come “Kosmos”, contribuisce a mantenere alta l’incertezza sulla loro funzione reale.

A cosa punta Mosca

Di recente la Russia ha intensificato i lanci legati alla propria infrastruttura spaziale militare, cercando di aggiornare e diversificare le capacità in orbita. I satelliti della serie Kosmos possono svolgere compiti molto diversi, dalla ricognizione ottica e radar all’intelligence elettronica, fino a garantire comunicazioni sicure.

La distribuzione su più orbite, come nel caso di questo lancio, permette non solo di aumentare la copertura globale ma anche di garantire ridondanza operativa, un fattore chiave in scenari di conflitto o tensione internazionale. L’impiego dello stadio Volga, inoltre, indica un livello crescente di sofisticazione tecnica.

Resta tuttavia

da capire quale sia il vero obiettivo di questi satelliti. Senza dati ufficiali, si possono al momento solo formulare ipotesi, in concomitanza con la volontà russa di rafforzare le proprie capacità militari nello Spazio.


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