quattro indagati per tentata rapina e lesioni

Avrebbero atteso che il titolare aprisse il locale all’alba, poi lo avrebbero aggredito con violenza per impossessarsi dell’incasso. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Perugia sull’assalto avvenuto il 26 marzo scorso al bar Centrale di Colombella, alla periferia della città. Quattro persone sono ora iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di tentata rapina aggravata e lesioni personali.
Si tratta di un cittadino albanese, uno marocchino e due perugini, tutti tra i 20 e i 22 anni. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i ruoli erano ben definiti: in due sono entrati nel locale armati, un terzo faceva da palo e il quarto era alla guida dell’auto per la fuga.
Erano le 4.50 del mattino del 26 marzo quando il proprietario del bar, situato in via Marche, è arrivato per aprire l’attività. Ma appena varcata la soglia, si è trovato di fronte i malviventi, con il volto travisato. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Farneto di Colombella, coordinati dal pubblico ministero Massimo Casucci, il marocchino e l’albanese sono entrati con il “chiaro intento di impossessarsi dell’incasso”.
Per farlo, non hanno esitato a usare la violenza. Impugnavano una chiave metallica per bulloni d’auto, un arnese che hanno utilizzato per danneggiare alcuni oggetti presenti sul bancone e, soprattutto, per picchiare il titolare. L’uomo ha subito lesioni personali giudicate guaribili in 15 giorni dal pronto soccorso, dove si è presentato con un referto che parla di “ferita lacero contusa alla guancia sinistra e alla narice destra”.
Mentre i due agivano all’interno del locale, i presunti complici avrebbero atteso fuori. Uno facendo da palo, controllando che nessuno si avvicinasse, l’altro rimanendo al volante di un’Alfa Romeo 159 grigia, pronta per la fuga. Subito dopo l’aggressione, i quattro sarebbero saliti sull’auto e fatto perdere le proprie tracce.
Nonostante la violenza dell’assalto, il titolare non aveva riportato lesioni gravi. Sul posto erano intervenuti i sanitari del 118 e i carabinieri del nucleo radiomobile di Perugia, che hanno avviato le indagini. Nel giro di meno di un mese, gli investigatori sarebbero riusciti a risalire ai presunti responsabilità, portando all’iscrizione nel registro degli indagati.
I quattro indagati sono assistiti dagli avvocati Simone Costanzi, Francesco Crisi, Elena Cristofari e Fabio Ottaviani.
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