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Shock energetico, la Ue valuta uso solidale delle riserve di cherosene

BRUXELLES – Come anticipato lunedì dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, l’esecutivo comunitario intende presentare una serie di provvedimenti per contrastare lo shock energetico provocato dalla guerra contro l’Iran di Stati Uniti ed Israele. Oltre a nuova flessibilità negli aiuti di Stato, Bruxelles intende suggerire misure di risparmio, tra cui il telelavoro, e soprattutto effettuare una mappatura delle necessità di cherosene.

La guerra nel Golfo Persico non ha solo provocato un forte aumento del prezzo del petrolio e del gas. Ha anche messo in luce la dipendenza dalle fonti fossili di alcuni paesi e di alcuni settori, in particolare i trasporti. Nella comunicazione che dovrebbe essere presentata mercoledì, alla vigilia di un vertice europeo a Cipro, la Commissione ribadirà l’urgenza di proseguire verso la transizione ambientale.

Come detto, il settore più a rischio è quello dei trasporti. Al momento «non ci sono penurie di carburanti nell’Unione europea», ha spiegato ieri la portavoce comunitaria Anna-Kaisa Itkonen. Tuttavia, ha aggiunto, «se la situazione nello Stretto di Hormuz proseguirà, l’Unione europea si preparerà a proporre possibili misure coordinate riguardo ai carburanti per l’aviazione». La presa di posizione è giunta prima che Teheran annunciasse libertà di transito nello stretto.

Secondo le informazioni raccolte qui a Bruxelles, il cherosene sarà al centro della prossima comunicazione. Il 40% del carburante per l’aviazione usato in Europa è importato da paesi terzi. La Commissione dovrebbe quindi annunciare una mappatura delle riserve europee, così come della produzione comunitaria e dell’origine delle importazioni. Potrebbe anche proporre una redistribuzione solidale delle riserve tra i paesi membri.

In questo contesto, la Commissione dovrebbe anche suggerire un aumento delle capacità di raffinazione in Europa. Invece, a differenza di quanto avvenne nel 2022, in occasione dello shock energetico provocato dall’invasione russa dell’Ucraina, Bruxelles non intende, per ora, proporre un aumento della tassazione sui profitti delle società energetiche. La signora von der Leyen ha però preannunciato un summit con il settore privato per coordinare nuovi investimenti nella transizione ambientale.


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