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Il Papa chiude le polemiche con Trump: qui per cattolici Africa, non per dibattere con lui

LUANDA – «Non è affatto nel mio interesse» dibattere ancora con Donald Trump. Sul volo papale da Yaoundé ad Angola, la penultima tappa del suo tour de force africano, Papa Leone ha liquidato così le polemiche con la Casa Bianca, relegandole a sfondo del suo obiettivo principale: riaccendere l’attenzione sull’Africa, il Continente che registra la crescita più poderosa a livello demografico e di popolazione cattolica.

Il tour de force fra quattro Paesi e 11 città è stato accompagnato dalle scintille a intermittenza con il leader Usa, partito all’attacco di un Papa «terribile» e «debole» nella sue esternazioni contro la guerra in Iran. Leone ha chiuso definitivamente il capitolo, parlando di una «narrazione, non del tutto accurata» e di «commenti sui commenti», come nel caso del suo attacco alla «manciata di tiranni»: «È stato interpretato come se stessi cercando di dibattere nuovamente con il presidente» ha fatto notare Leone, «quando era stato preparato due settimane prima» e andava inteso nella sua dimensione locale.

«Vengo in Africa principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani» ha dichiarato il Pontefice, prima di avviare la terza tappa della missione che lo ha già condotto in Algeria (13-15 aprile), Camerun (15-18 aprile) e si concluderà in Guinea equatoriale dal 21 al 23 aprile.

Il Papa è atterrato a Luanda e si è diretto alla volta del palazzo presidenziale per l’incontro con il presidente angolano João Lourenço. Sono previsti incontri successivi con il corpo diplomatico e, in serata, con i vescovi angolani. L’Angola è uno dei principali produttori di greggio africani, ha rilanciato le sue aspirazioni diamantifere e ricopre un ruolo strategico come sbocco del corridoio di Lobito, la maxi-opera infrastrutturale che salderà Zambia, Repubblica democratica del Congo all’export sull’Altantico, ma è piagata da disuguaglianze record e tassi di povertà elevati.


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