Insieme per lavoro, la festa per i nuovi conducenti bus Tper a sfida vinta di 124 nuovi conducenti Tper

In Piazza Maggiore, Bologna ha celebrato un traguardo che coniuga welfare e integrazione. In occasione della prima Giornata Mondiale del Trasporto Pubblico, il progetto “Insieme per il lavoro” ha presentato i frutti di una sinergia, con 124 nuove assunzioni a tempo indeterminato nelle file di Tper, l’azienda di trasporti che serve l’area metropolitana, alla presenza del sindaco, Matteo Lepore, dei vertici Tper, Giuseppina Gualtieri e Paolo Paolillo, di Don Paolo Dall’Olio, direttore della pastorale del lavoro dell’Arcidiocesi, e di Emanuela Pezzi, direttrice di Fondazione Aldini Valeriani.
Da maggio 2023, il network promosso da Comune, Città Metropolitana e Arcidiocesi, insieme alla Regione e alla Fondazione Aldini Valeriani, ha dato vita a un percorso di formazione d’eccellenza. In otto mesi di corsi complessi e co-finanziati, 124 persone (di cui 37 donne) hanno trasformato la propria condizione di fragilità o disoccupazione in un’opportunità professionale solida. Tper a Bologna ha superato inoltre, per la prima volta, i 1.340 conducenti effettivi: è il primato storico di sempre, segnala l’azienda del trasporto pubblico.
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I numeri
Tper ha raggiunto un traguardo storico: 1.340 conducenti effettivi a Bologna, il numero più alto mai registrato dall’azienda: “Siamo forse l’unica città in Italia ad avere un programma di inclusione lavorativa così strutturato per il trasporto pubblico” ha dichiarato il sindaco Matteo Lepore, a margine dell’evento.
Molti dei nuovi assunti provengono da Paesi stranieri o da percorsi di difficoltà economica e lavorativa legata all’età. Un mosaico multiculturale che, secondo il Sindaco Matteo Lepore, rappresenta la vera essenza del capoluogo emiliano.
“L’identità di Bologna non è estrarre valore dalle persone, ma trovare la soluzione ai problemi insieme, mutualizzandoli” ha sottolineato il sindaco “Mettersi a dialogare richiede tempo, ma alla fine si costruisce una vita migliore per tutti.”
Mentre le città europee faticano a mantenere i servizi minimi per mancanza di personale, il “modello Bologna” dimostra che la stabilità sociale e il rafforzamento del capitale umano passano attraverso la collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore.
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