L’innovazione che nasce tra i banchi di scuola – Forlì24ore.it

Gli studenti del Marconi di Sarsina progettano una protesi in 3D per lo sport inclusivo
La tecnologia abbandona la fredda teoria dei manuali per trasformarsi in un gesto di libertà, dove il talento dei giovani tecnici incontra le necessità di chi non vuole rinunciare alla propria passione per le due ruote.
Un braccio artificiale realizzato interamente con la stampa 3D per permettere a una persona con disabilità di tornare a correre in bicicletta su strada. È questa la sfida lanciata agli studenti dell’istituto ITT Marconi di Sarsina, protagonisti di un progetto che unisce ingegneria, solidarietà e territorio. L’iniziativa, presentata durante un incontro con le associazioni Savio Lab e Together We Ride APS, rappresenta l’evoluzione di un percorso di ricerca protesica già avviato con successo in passato.
Il compito dei ragazzi sarà quello di completare il dispositivo entro la fine dell’anno scolastico. Per farlo, utilizzeranno una stampante 3D d’avanguardia, messa a disposizione grazie al sostegno di Confartigianato per il Sociale e degli istituti di credito locali, BCC Sarsina e Credito Cooperativo Romagnolo. Non si tratta solo di un esercizio tecnico: gli studenti sono chiamati a ingegnerizzare un arto capace di garantire prestazioni elevate e sicurezza, superando i limiti dei modelli precedenti pensati per il fuoristrada.
Il presidente di Savio Lab, Ivano Scarpellini, ha sottolineato come la tecnologia debba essere intesa come un vero “superpotere” capace di abbattere i costi e trasformare la percezione della disabilità. L’obiettivo è ambizioso: far sì che una protesi non sia più vista come un segno di fragilità, ma come uno strumento tecnologico avanzato capace di suscitare ammirazione e garantire la massima autonomia a chi la indossa, sia nella vita quotidiana che nelle competizioni sportive.
L’idea di base è nata da un’esigenza reale, quella di un lavoratore che, dopo un infortunio, cercava un modo per tornare a usare utensili di precisione e praticare sport. Da quel primo input è scaturita una catena di solidarietà e innovazione che oggi coinvolge direttamente il mondo della scuola. Il progetto del Marconi dimostra come il dialogo tra istituzioni, associazioni e studenti possa produrre soluzioni concrete, migliorando la qualità della vita e promuovendo una cultura dell’inclusione che corre veloce verso il futuro.
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