>ANSA-FOCUS/Spara sulla folla a Kiev e uccide 6 persone, killer nato in Russia – Altre news
+++ aggiorna e sostituisce il servizio delle 19.12 +++
(di Mattia Bernardo Bagnoli)
Nuovo assist di Donald Trump a
Vladimir Putin. L’amministrazione Usa ha prorogato lo stop alle
sanzioni sul petrolio russo, concedendo una nuova deroga – fino
al 16 maggio – che consente l’acquisto legale del greggio di
Mosca già in mare (ovvero caricato prima del 17 aprile). La
decisione, che ha suscitato le ire dei democratici e
dell’Ucraina, è arrivata a due giorni dalle dichiarazioni del
segretario del Tesoro, Scott Bessent, che aveva escluso
un’ulteriore proroga. Kiev, dal canto suo, prosegue con la
strategia di martellare le raffinerie russe per ridurre gli
introiti nelle casse del Cremlino.
Proprio nella capitale ucraina un uomo ha aperto il fuoco
sulla folla per strada e si è barricato in un supermercato
prendendo ostaggi nella zona di Demiivka, distretto sud di
Holosiivskyi. L’assalitore è stato poi ucciso dalla polizia nel
corso dell’operazione di arresto, ma prima ha ucciso almeno sei
persone e provocato 15 feriti (tra cui un neonato di 4 mesi), a
vari livelli di gravità. In serata Volodymyr Zelensky ha reso
noto che l’assalitore, con precedenti penali, era nato in Russia
e viveva da tempo nel Donetsk. “Gli inquirenti stanno seguendo
diverse ipotesi. I suoi dispositivi elettronici, il telefono e
tutte le sue conoscenze saranno controllati”, ha dichiarato il
presidente, che ha aggiunto che l’attentatore, prima di uscire
con una pistola, ha appiccato il fuoco al suo appartamento. Tra
le sei vittime, quattro sono state uccise in strada, uno nel
supermercato e una donna in seguito alle ferite riportate.
Riguardo al cambio di rotta di Trump sul petrolio russo, in
una dichiarazione congiunta i senatori Chuck Schumer di New
York, Elizabeth Warren del Massachusetts e Jeanne Shaheen del
New Hampshire hanno parlato di scelta “vergognosa”. “Questa
settimana” – si legge nella nota – “Putin ha lanciato il più
grande attacco aereo del 2026 contro l’Ucraina, uccidendo 18
persone, e la risposta dell’amministrazione è stata quella di
allentare ancora una volta le sanzioni contro il Cremlino”.
“Putin è stato uno dei maggiori beneficiari della guerra contro
l’Iran, visto che la Russia ha quasi raddoppiato le entrate
petrolifere a marzo: Trump la smetta di farsi prendere in giro
da Mosca e imponga ulteriori sanzioni al Cremlino, che
chiaramente non sente una pressione sufficiente dallo Studio
Ovale”, hanno concluso. È anche la linea dell’Unione Europea.
Martedì, in Lussemburgo, i ministri degli Esteri blustellati
faranno il punto e, con la dipartita di Viktor Orban, non si
escludono passi in avanti rapidi sul 20esimo pacchetto sanzioni,
bloccato da mesi dal veto di Budapest (nel mirino c’è la flotta
ombra di Mosca).
Nella notte tra il 17 e il 18 aprile, le forze ucraine – come
si diceva – hanno colpito quattro importanti impianti di
raffinazione petrolifera russa. “Sono scoppiati incendi nelle
raffinerie di petrolio di Novokuibyshevsk e Syzran nell’oblast
di Samara, nel terminale di carico petrolifero RPK Vysotsk
Lukoil-II nell’oblast di Leningrado e nella stazione di
pompaggio del petrolio di Tikhoretsk nel territorio di
Krasnodar”, ha fatto sapere lo Stato Maggiore ucraino. La
strategia serve anche a portare la guerra in Russia e a far
perdere consensi allo zar. Nel web qualcosa si muove (quel web
che in Russia ormai però è più chiuso che aperto).
La beauty influencer russa Victoria Bonya, nota per i suoi
consigli di trucco e i contenuti lifestyle, improvvisamente si è
data alla politica, indirizzando un post su Instagram proprio a
Putin. “Vladimir Vladimirovich, la gente ha paura di te, i
blogger hanno paura di te, gli artisti hanno paura di te, i
governatori hanno paura di te: e tu sei il presidente del nostro
Paese”, ha attaccato Victoria (che convenientemente vive
all’estero). Un’altra popolare influencer russa di lifestyle e
bellezza, conosciuta come Aiza (anche lei residente all’estero),
ha espresso il sostegno a Bonya sul suo account Instagram,
affermando che le ultime restrizioni sulla piattaforma di
messaggistica Telegram sarebbero state un “duro colpo per
l’economia russa” e aggiungendo altre lamentele, tra cui le
tasse elevate e la disuguaglianza.
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