Top Gun, il terzo capitolo del franchise è ufficiale: Tom Cruise e il mito di Maverick che non tramonta mai
Tom Cruise ha cambiato radicalmente il concetto di genere action, perlomeno a livello contemporaneo. Lo ha fatto, fondamentalmente, con due personaggi chiave. Il primo è Ethan Hunt, l’agente pronto a tutto che si cimenta in missioni impossibili, e il secondo è Pete Maverick Mitchell. Il celebre pilota dell’aviazione americana che ha ridisegnato un vero e proprio settore dell’esercito. Una scelta che cinematograficamente ha cambiato l’approccio a determinate opere.
La colpa (o il merito, dipende da come vogliamo vederla) è proprio dell’interprete che non si è limitato a eseguire le scene. Le ha vissute nel tempo. I retroscena legati ai suoi film sono numerosi: si comincia da quando ha rifiutato categoricamente la figura degli stunt-man nelle scene in prima persona.
Top Gun avrà un terzo capitolo
Tom Cruise gira tutto senza bisogno di assistenti o persone che prendano il suo posto nelle scene più rischiose. Anzi, ci va a nozze. Per questo i tempi del film, in termini realizzativi, cambiano sempre. Cruise si allena, si prepara e riesce quasi sempre a fare la differenza. Lo ha fatto nei primi capitoli di Mission Impossible, in cui a livello fisico non si è risparmiato nulla, fino agli ultimi slot della saga stessa dove in qualche occasione si è addirittura incrinato qualche costola per portare a termine le scene più pazze. Tutto per l’arte, afferma Cruise, o per l’adrenalina.

L’interprete si cimenta in certe situazioni limite perchè – a detta sua – lo fanno sentire vivo. Fa l’attore per questo tipo di sensazioni. Tra il dire e il fare, però, ci sono di mezzo le produzioni. Non sono mancate nel tempo le litigate con gli agenti e gli impresari per evitare di girare alcuni frammenti di film senza precauzioni. Il rischio, se qualcosa fosse andato storto, era di perdere tempo e spendere budget in più. Se Cruise si fa male, le opere si bloccano.
Tom Cruise, l’assenza di stunt-man e i battibecchi con l’aviazione americana
Questo è un rischio che nessuno vuole correre. Tom Cruise, citando Vasco Rossi, ama una vita spericolata come quelle dei film. Il cinema vero, però, non ammette distrazioni e colpi di testa. Quindi qualche volta viene assecondato, altre occasioni l’attore deve passarle a chinare idealmente la testa ai diktat delle imprese di produzione. È successo anche con Top Gun. Nel secondo capitolo, andato in scena nel 2022, Tom Cruise si era messo in testa di guidare – in autonomia – un aereo dell’aviazione americana. La produzione gli ha fatto sommessamente notare che certi esemplari di aereo non sono in esposizione, possono essere pilotati solo da personale qualificato.

In altre parole: l’aviazione americana non è un parco giochi. Certe scene devono essere necessariamente ricostruite. Nella maniera più autentica possibile, ma comunque ricreate altrove perchè le variabili – dentro e fuori dal set – sono troppe. I tira e molla con l’attore, tuttavia, fanno parte dei meccanismi produttivi. Un avvicendamento bellissimo per Jerry Bruckheimer che con Top Gun Maverick ha incassato, in piena era Covid, ben un miliardo e mezzo di dollari a fronte di un budget di 170 milioni spesi per la realizzazione. Se non è plusvalenza questa, poco ci manca. Siamo dinnanzi a un extra profitto difficilmente auspicabile con altri titoli.
Il ritorno di Maverick
Per questo, in occasione del CinemaCon, è stato annunciato il nuovo capitolo della saga. Il franchise si arricchisce dunque di una nuova storia dopo il sequel tanto fortunato e intenso non solo in termini di incasso. Apprezzata da moltissimi la continuità narrativa tra le singole vicende malgrado la realizzazione così distante fra un film e l’altro. Ora il terzo capitolo cercherà di chiudere le linee narrative rimaste aperte. Cruise ha detto che resta molto affezionato a questo personaggio, anche per la celebrità che gli ha restituito. Negli anni scorsi ha chiuso idealmente i battenti con Mission Impossible.
Il terzo capitolo di Top Gun potrebbe congedare anche la figura dell’eccellente aviatore, ma non è ancora detto nulla. L’attore potrebbe davvero prenderci gusto. Se i guadagni saranno positivi, Top Gun potrebbe addirittura avere un quarto capitolo. Occasione, è il caso di dirlo, da prendere al volo. Con gli stunt-man, dato il fattore anagrafico, ma la sostanza non cambia. Maverick sta per tornare in pista: è cominciato il giro di ricognizione.
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