Basilicata

Ziopol porta a Locri la magia della Melevisione

Tra note e ricordi, Ziopol fa rivivere a Locri, nell’ambito del Festival Nazionale del Podcast Scolastico, Le Canzoni della Melevisione nel Vol. 2. Un viaggio nel mondo dei bambini, tra gioco, emozione e libertà creativa


L’appuntamento con Ziopol a Locri arriva come un’occasione preziosa per riascoltare, in una veste nuova, un repertorio che ha accompagnato l’immaginario di più generazioni di bambini. Con Le Canzoni della Melevisione Vol. 2, Paolo Serazzi torna a un universo sonoro che unisce gioco, qualità musicale e attenzione pedagogica, confermando una visione della musica per l’infanzia lontana da ogni formula facile o stereotipata. Ed è proprio qui che il suo discorso si fa interessante: i bambini, ricorda l’artista, sono il pubblico più spontaneo e senza preconcetti, capaci di accogliere ciò che è autentico prima ancora di ciò che è “pensato per loro”.

PAOLO SERAZZI, IN ARTE ZIOPOL CON LE CANZONI DELLA MELAVISIONE 2 A LOCRI

In questi giorni in cui ricorre anche l’anniversario della morte di Gianni Rodari viene naturale pensare a una lezione ancora attualissima: prendere sul serio l’infanzia senza appesantirla, riconoscendone la libertà, l’intelligenza e la curiosità. Rodari ha insegnato che fantasia e rigore possono convivere, e che parlare ai più piccoli significa anche parlare agli adulti, mettendoli di fronte alle proprie rigidità. In questo senso, le parole di Ziopol sembrano inserirsi idealmente in quella stessa tradizione: offrire ai bambini musica viva, varia, non semplificata, capace di nutrire immaginazione e sensibilità senza mai sottovalutarli.

L’appuntamento con Paolo Serazzi, in arte Ziopol, è per venerdì 17 aprile a Locri nell’ambito del Festival Nazionale del Podcast Scolastico dove presenterà live i brani contenuti nell’album in uscita il 24 aprile per RaiCom con distribuzione ADA Music Italy dal  titolo “Le canzoni della Melevisione. Vol 2”.

Dopo il successo del primo disco arriva “Le Canzoni della Melevisione Vol. 2”. Come è nato questo progetto e quali differenze?

«L’album è proprio in continuità con il Volume 1. Le canzoni sono quelle che Ziopol ha prodotto per la Melevisione anni fa. Ora insieme con RaiCom abbiamo deciso di pubblicarle in tre album (ebbene sì, seguirà anche un Volume 3, per un totale di 45 canzoni). Le canzoni – che erano nate per i numerosi personaggi della Melevisione – negli album sono interamente cantate da Ziopol, sia le parti maschili, sia quelle femminili: una bella acrobazia! Sentirete…»

Come si fa a creare musica per bambini senza stereotipi per l’infanzia?

«Non è difficile, a patto di non aver già assimilato gli stereotipi nei nostri stessi pensieri. Personalmente, ciò che mi guida è il desiderio di offrire ai bambini musica emozionante e della massima qualità. Non mi curo delle mode, il che non significa che non sia attento alle nuove tendenze e sonorità.  Oggi molta musica è ridotta a oggetto di consumo che appare superato dopo pochissimo tempo. Ma la buona musica non teme questa decadenza precoce, perciò non occorre preoccuparsi troppo delle mode – a patto che il nostro lavoro sia appassionato, sincero e coerente»

Ziopol, brani come “Stranieri” o “Io resto io” toccano temi sociali e identitari: quanto è importante inserire temi sociali nei testi per l’infanzia?

«I bambini sono molto intelligenti e perfettamente in grado di affrontare temi anche complessi – che comunque li riguardano, dato che stanno già vivendo in questo mondo. Il magnifico testo di Bruno Tognolini per “Stranieri” tratta con delicatezza e arguzia il tema della diversità. Amo quella canzone. Penso tuttavia che sia più un monito per gli adulti: i bambini, infatti, non hanno pregiudizi di sorta e sono istintivamente pronti ad accogliere chiunque nel loro mondo. Crescono in classi multietniche fin dall’infanzia e i cosiddetti “stranieri” sono i loro amici fraterni. Certo, la canzone servirà per sviluppare anticorpi quando, crescendo, il mondo adulto vorrà trascinare i bambini in visioni egoistiche e preconcette».

Come è cambiata la musica per l’infanzia dallo Zecchino d’Oro, dalle fiabe sonore di “A mille ce n’è” fino ad oggi nell’epoca in cui anche i bambini hanno accesso ai social?

«Il mondo va avanti, e così la musica – anche quella per bambini. Lo Zecchino d’oro ha prodotto dei capolavori, molto attuali anche oggi. Gli arrangiamenti e gli stili musicali sono sempre figli del loro tempo, ci mancherebbe. Una buona canzone per bambini deve innanzitutto essere orecchiabile ed accattivante, il che non preclude alcuna possibilità in termini di arrangiamento o di stile musicale. I bambini, comunque, non hanno preconcetti (che bello!) e sono ben disposti ad ascoltare tutto. Quello che non mi piace è la tendenza odierna a proporre ai bambini una musica appiattita su un unico genere – per esempio la “baby dance”, oggi molto in voga. La varietà, viceversa, è molto importante, contribuisce a formare il gusto estetico. Personalmente cerco di offrire ai bambini un panorama sonoro molto ricco e vario».

Ziopol a Locri presenti in anteprima l’album, Le canzoni della Melevisione 2. Cosa ti aspetti dal pubblico calabrese e come renderai il live un’esperienza partecipativa?

«So che a Locri c’è molta attesa per il nostro concerto. Non vedo l’ora di suonare là! So anche che i bambini saranno molto numerosi, circa 500. Sarà bellissimo interagire con loro. La scaletta del nostro concerto è volutamente “aperta”, per poter seguire al meglio le situazioni che si verranno a creare. Questo mio approccio spontaneo gioca un grande ruolo nel messaggio che voglio trasmettere. E se comporta qualche rischio e qualche sbaglio… Pazienza! È bello far vedere ai bambini che non bisogna temere di sbagliare, caso mai è importante abituarsi a “gestire“ eventuali sbagli, sempre col sorriso sulle labbra».


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »